A Pipino 3 anni di carcere per carte di credito clonate

VENEZIA. Tre anni di reclusione per il 69enne Vincenzo Pipino, che però è stato assolto dalla pesante accusa di ricettazione e condannato per possesso di carte di credito fasulle, e due anni e quattro mesi per Mauro Zanetti (veneziano di 54 anni). Il giudice veneziano Michele Medici, che ha emesso la sentenza ieri mattina, ha anche revocato la misura cautelare per il primo, mentre il secondo, grazie alla sua confessione, non era mai stato arrestato. Per Pipino, il pubblico ministero Federico Bressan aveva chiesto una condanna più pesante, quattro anni di carcere. I difensori, gli avvocati Marco Zanchi e Massimiliano Cristofoli Prat , avevano scelto il rito abbreviato in modo da poter usufruire dello sconto di un terzo sulla pena finale.
I fatti risalgono allo scorso anno, era il 23 giugno quando Pipino era stato bloccato dagli investigatori della Squadra mobile sulla scalinata della stazione di Santa Lucia: stando alle accuse, aveva appena passato a Zanetti un piccolo pacchetto con otto carte di credito clonate . Contro di lui la testimonianza dei poliziotti, i quali sostengono nel loro rapporto di aver visto quel piccolo involucro passare di mano proprio davanti alla Stazione ferroviaria e la conferma di Zanetti, il quale ha ammesso di aver ricevuto le carte clonate da Pipino in quell’occasione. Il ladro letterato, ormai così viene definito dopo la pubblicazione del suo libro «Rubare ai ricchi non è peccato», a differenza di Zanetti ha sempre respinto l’accusa: «Per quale motivo avrei consegnato quel pacchetto a Zanetti davanti alla Stazione, quando venivamo entrambi da casa mia, alla Giudecca, dove avremmo potuto scambiarci quello che volevamo senza essere visti?» ha domandato Pipino. Quindi, con il suo difensore, ha più volte richieste che venissero sequestrate le riprese delle numerose telecamere che inquadrano piazzale e scalinata, ma il pubblico ministetero non ha esaudito la richiesta, così la cassetta è stata chiesta da un investigatore privato da lui incaricato. »Si vede chiaramente», racconta Pipino, «il mio arrivo, scendo dal vaporetto e non incontro Zanetti». Ma quella cassetta non è stata ammessa come prova.
In realtà, non è la prima volta che Pipino viene «pizzicato» con cartre di cradito fasulle, era accaduto già nell’agosto di quattro anni fa, in Piazza Ferretto a Mestre: era in automobile con una ragazza e un pregiudicato mestrino, Giovanni Paggiarin, avevano due carte di credito e per quelle è poi stato condannato a un anno e tre mesi di reclusione due anni dopo.
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