Wakeboard, orgoglio veneto
I ragazzi del Cable Park hanno trascinato l’Italia sul tetto del mondo dopo il Mondiale in Cina è arrivato il successo agli Europei di Bratislava. Protagonisti assoluti Frasson e Marcon di Loreggia e Mandato di Este

Dal Veneto a Pechino, fino ad arrivare a Bratislava, in Slovacchia. Il tutto con un unico elemento in comune: la passione per il wakeboard. Sono quattro i protagonisti del Veneto Cable Park che hanno portato l’Italia sul tetto d’Europa e del mondo.
Nel giro di pochissimi giorni Giorgio Pieri, Filippo Frasson, Sofia Marcon e Lorenzo Mandato hanno contribuito alla vittoria del titolo mondiale ed europeo a squadre, rispettivamente a Pechino e a Bratislava. Un agosto da incorniciare.
La disciplina

Il wakeboard, detto in parole povere, è uno sport acquatico che unisce sci nautico e snowboard. Nato negli anni ’90, mette insieme precisione ed eleganza: lo scopo della gara è prendere tutti gli ostacoli e, nel frattempo, fare dei trick (acrobazie). Ciascun atleta costruisce il proprio percorso di gara e i punti vengono assegnati in base alla pulizia nell’esecuzione, all’ampiezza dei trick e alla varietà nella composizione della propria run.
Nel giro di trent’anni, il wakeboard è riuscito a unire intorno a sé tantissimi appassionati: il Mondiale in Cina ha riunito oltre 170 atleti provenienti da circa 30 paesi. Tra cui i ragazzi del Veneto Cable Park di Resana (Treviso), che si sono distinti per i propri risultati.
Il master
Tra i volti “veneti” della spedizione azzurra c’è Giorgio Pieri. Genovese classe ’95, porta con sé una storia molto interessante: «Mi sono trasferito in Veneto una decina d’anni fa per diventare maestro di snowboard. Il corso si divideva tra Alleghe, Cortina, Arabba e altri posti, perciò mi sono stabilito in zona. All’epoca lavoravo in una palestra di ginnastica artistica, poi ho scoperto il Veneto Cable Park e ho iniziato a lavorare lì. È così che mi sono avvicinato al wakeboard, per necessità: un lavoro vicino a dove vivevo per pagarmi il corso. Da lì mi sono appassionato, mi veniva facile. E così sono passato dal fare snowboard in inverno e wakeboard in estate a dedicarmi unicamente al wakeboard. Fino a diventare l’allenatore della squadra di Resana e della nazionale italiana».
E non solo: Pieri al Mondiale ha ottenuto la medaglia di bronzo nella categoria master.
Intorno alla figura di Pieri si è sviluppata la squadra del Veneto Cable Park: «Qualche anno fa ho organizzato il primo camp estivo a Resana. Si sono presentati un sacco di ragazzini, così abbiamo deciso di fare un altro passo. Dall’anno successivo, ho iniziato a selezionare i ragazzi più portati e così abbiamo incominciato ad allenarci d’estate».
I protagonisti

E poi ci sono loro, gli attori principali della doppia spedizione. Il Mondiale cinese ha portato tante soddisfazioni a Filippo Frasson: il giovane di Loreggia ha raccolto un bronzo nella categoria Under 18, oltre che un quinto posto nel wakeskate (una variante in cui, a differenza del wakeboard tradizionale, non ci sono gli attacchi per legare i piedi, ma si sta alzati direttamente sulla tavola, come nello skateboard).
«È stata un’esperienza magnifica, sono arrivato terzo al Mondiale al mio primo anno. Il viaggio poi è stato molto divertente, ho riso un sacco. Quando ci spostavamo in taxi, c’era qualcuno che parlava in romano al conducente, faceva davvero ridere» racconta Frasson.
«Quando ero più piccolo andavo al park con la mia famiglia per fare il bagno, finché nel 2022 mi hanno chiesto di provare il wakeboard e ho accettato. Poi mi sono distaccato per un anno, finché ho scoperto il centro estivo di Giorgio, l’ho seguito per due anni e sono stato selezionato».

Storia simile quella di Sofia Marcon, anche lei di Loreggia e anche lei avvicinatasi al wakeboard con i campi estivi, in particolare grazie a un post su instagram visto dal papà. Ma con un particolare interessante: a differenza di tutti gli altri, Sofia è andata meglio agli Europei (quarta) che ai Mondiali (sesta). Sebbene possa sembrare controintuitivo, il livello medio in Slovacchia era molto più alto di quello in Cina, per lo più per questioni logistiche e di organizzazione delle spedizioni.
Un ulteriore motivo di orgoglio per Sofia: «Quest’estate me la ricorderò per tutta la vita. Prima delle gare avevo un po’ di ansia, ma gli allenatori mi hanno tranquillizzata, ho un ottimo legame con loro. Sono andata meglio all’Europeo perché ho ripensato al Mondiale e ho capito in che cosa potevo migliorare».
In Slovacchia si è unito alla spedizione anche Lorenzo Mandato (classe 2009 di Este), che ha gareggiato tra gli Under 18: «È stata un’esperienza formativa, mi è piaciuto molto l’ambiente. Ci svegliavamo presto e passavamo praticamente tutto il giorno insieme al lago a guardare le gare di tutti. Sono uscito in semifinale, poteva andare meglio. Ma mi sono comunque divertito e ho apprezzato la compagnia».
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