Venezia spezza la maledizione E ritorna a vincere al Penzo

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Dopo tre sconfitte consecutive in casa, il Venezia torna grande al Penzo. Il 3-0 sul Cosenza è la migliore notizia di giornata, che si aggiunge alla porta inviolata, alla terza rete stagionale di Ceccaroni e alle perle di Crnigoj ed Esposito. Ma anche al fatto che la squadra di Zanetti ha scavalcato il Monza ed è solo al quarto posto in classifica. Una prova convincente, quella degli arancioneroverdi, che hanno dominato i calabresi al primo minuto, limitandoli in ogni fase di gioco e meritando il successo senza se e senza ma.
IN CAMPO
Il Venezia è in formazione pressoché tipo. Zanetti deve solo fare a meno dello squalificato Modolo, al suo posto al centro della difesa c'è l'austriaco Svoboda. Davanti il tridente è con Aramu e Di Mariano ai fianchi di Forte. Nel Cosenza Occhiuzzi preferisce Ingrosso a Tiritiello in difesa, Gliozzi e Crecco sono invece gli stantuffi sulle fasce. Il Cosenza ha un approccio troppo molle alla partita, e il Venezia non impiega molto a prendere in mano le redini del gioco con una netta predominanza nel possesso palla. Maleh in mezzo al campo fa quello che vuole, e gli esterni non trovano resistenze sulle fasce.
il dominio subito
Ne esce quindi un monologo, con i giocatori di casa che vanno più volte al tiro e, al 12', Aramu pesca Fiordilino in mezzo all'area, ma la deviazione di testa centra il palo alla destra di Falcone. I calabresi la mettono sul fisico, e Camplone è costretto a estrarre più di un giallo dal taschino. Ma la musica non cambia, il Venezia è in assoluto controllo, fisico e tecnico. Prima Falcone salva bene su Crnigoj, quindi Ceccaroni è lesto, da corner, a trovare di testa il vantaggio al 43'. L'1-0 è meritatissimo, e permette al Venezia di andare al riposo nelle migliori condizioni.
IL RADDOPPIO
Nella ripresa Occhiuzzi in pochi minuti si gioca tutti i cambi, e del resto il Venezia trova poca opposizione. I calabresi passano al 4-3-3 e hanno una sola fiammata con Ingrosso all'8', tuttavia Maenpaa toglie dalla porta l'incornata del difensore. Ma è solo uno spavento, perché 5' più tardi Crnigoj piazza un destro da applausi da venti metri e raddoppia. Zanetti può far rifiatare alcuni dei suoi giocatori, e parte la girandola di sostituzioni. Aramu, Forte e Di Mariano vanno a riposarsi in panchina anzitempo.
UN CAPOLAVORO
Che sia un predestinato non c'è alcun dubbio, e l'ambientamento in laguna si fa sempre più concreto. Quando entra Esposito non impiega molto a farsi notare tra le linee cosentine, e al 34' segna uno dei gol più belli della stagione del Venezia, il suo secondo personale in maglia arancioneroverde. Punizione centrale dal limite, e palla sotto l'incrocio alla sinistra di Falcone. Il Venezia dilaga, la difesa ospite è in piena apnea e il lavoro di Zanetti si vede alla grande. I padroni di casa costruiscono palla a terra, partono in contropiede e dispongono come vogliono degli avversari, che non superano quasi mai la metà campo. Una prova di forza che ci voleva dopo un periodo di appannamento, con cinque punti nelle ultime sei partite. Sabato si va a Salerno, una sfida da spareggio. —
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