Una squadra da trasferta lontano dal Penzo tre vittorie in casa un bottino scarso

Michele Contessa

VENEZIA

Ritrovato il feeling con la vittoria all’Olimpico di Torino (2-1), che mancava dal 21 novembre (1-0 a Bologna), il Venezia prova a invertire la rotta anche al Penzo. Qui il successo latita dal lontano 7 novembre (3-2 con la Roma), poi il “buio” nelle successive 7 gare (2 punti) con Inter, Verona, Juventus, Lazio, Milan, Empoli e Napoli. Il Venezia, formato trasferta, ha conquistato più punti (12 in 12 incontri) e vincendo più partite (Empoli, Bologna, Torino) di quello che si è esibito a Sant’Elena (9 punti sempre in 12 incontri) dove sono cadute soltanto Fiorentina e Roma. Tenendo conto solo dei risultati in trasferta, il Venezia sarebbe salvo occupando il 13° posto, davanti a Sampdoria, Bologna, Udinese, Cagliari, Genoa, Torino e Salernitana, mentre nella classifica delle gare casalinghe gli arancioneroverdi sono al terz’ultimo posto, avendo alle loro spalle soltanto Genoa (6 punti) e Salernitana (4). Il Venezia rimane comunque la seconda peggior squadra della Serie A come numero di reti realizzate in trasferta (9), peggio ha fatto solo il Torino (6).

Haps e Crnigoj si sono aggiunti ai marcatori arancioneroverdi lontano dal Penzo: le altre sette sono state messe a segno da Okereke (Empoli, Sassuolo, Bologna), Henry (Empoli, Sampdoria, Inter) e Busio (Cagliari). Male finora a Sant’Elena (anche se delle prime 8 della classifica manca di affrontare solo l’Atalanta), ma la salvezza il Venezia dovrà costruirla al Penzo dove arriveranno gli scontri diretti con Genoa, Sampdoria, Udinese e Cagliari, fuori lo Spezia (forse la Salernitana), oltre a Sassuolo e Bologna. Venezia che finora ha sempre mancato il successo negli scontri diretti al Penzo perdendo con Spezia (1-2) e Salernitana (1-2) nel girone d’andata, pareggiando a fatica (1-1) con l’Empoli nel girone di ritorno. Se il Penzo deve ritornare a essere un fortino inespugnabile, gli arancioneroverdi dovranno blindare una porta sempre bucata dagli attacchi avversari, fatta eccezione per la Fiorentina (18 ottobre), nonostante la presenza di Vlahovic.—

Michele Contessa

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