Tokyo chiama e Borga risponde «L’obiettivo è arrivare almeno a una finale»

La quattrocentista di Quarto convocata per l’Olimpiade È stata selezionata per le staffette 4x400 e 4x400 mista
Giovanni Monforte

QUARTO D’ALTINO

«È un sogno che diventa realtà».

Tokyo chiama, Rebecca Borga risponde. La quattrocentista di Quarto d’Altino, 23 anni compiuti da poche settimane, è stata convocata dal direttore tecnico delle squadre nazionali di atletica, Antonio La Torre, per partecipare alle Olimpiadi di Tokyo. È stata selezionata per le staffette 4x400 e 4x400 mista. Sarà il raduno preolimpico delle prossime settimane a stabilire a quale staffetta prenderà parte.

Qual è stata la prima reazione, dopo aver ricevuto la convocazione?

«Sono felicissima di far parte della squadra che andrà a Tokyo. Sono contenta perché è stato un anno strano per me. Ho iniziato la stagione molto bene, vincendo il mio primo titolo italiano assoluto (sui 400 metri indoor ad Ancona, ndr) e partecipando per la prima volta nella gara individuale agli Europei assoluti di Torun, dove con la staffetta 4x400 abbiamo stabilito il record italiano. Poi però ho accusato un infortunio. Sono stata costretta a rimanere ferma per un problema al ginocchio e avevo iniziato a vedere sfumare il sogno di partecipare alle Olimpiadi. Fortunatamente, grazie all’aiuto di ortopedici e fisioterapisti, sono riuscita a riprendermi».

Adesso qual è la condizione?

«Il fastidio è passato e mi sento molto bene. Anche il recupero è stato meno duro del previsto, grazie agli allenamenti alternativi che ho fatto. Ho lavorato molto in acqua. Sento che la condizione di forma sta crescendo sempre di più. Sono pronta per gareggiare e andare alle Olimpiadi».

Nonostante la giovane età, ha già partecipato a più di un evento internazionale. Ma sarà la prima Olimpiade.

«Anche le partecipazioni agli Europei e ai Mondiali sono qualcosa di importante, perché indossare la maglia della Nazionale del proprio Paese è sempre una grande responsabilità. Ma l’Olimpiade è un mondo a parte, è l’evento top per un’atleta. Cosa mi aspetto? Non lo so nemmeno io, mi aspetto di vivere un’esperienza fantastica. Mi sembra un sogno che diventa realtà».

A Tokyo con che obiettivi?

«Con l’obiettivo di riuscire a riconfermare quello che avevo già iniziato a fare a inizio stagione. Dimostrare che sono tornata in forma e sto bene. Con le altre staffettiste siamo pronte per dare il meglio. Voglio dare il massimo, insieme alle mie compagne, per riuscire a qualificarci per una finale».

Il rapporto con l’allenatore, Andrea Montanari?

«Abbiamo un ottimo rapporto dal punto di vista tecnico negli allenamenti. Ma ci troviamo molto bene anche sul piano umano. Le ultime settimane sono state difficili per me, perché vedere che si stava allontanando un sogno è stato duro. Ma Andrea mi è stato sempre vicino. Non abbiamo mai mollato e si sono visti i risultati».

Dal 2018 è in forza alle Fiamme Gialle, ma in “abiti civili” è tesserata per la Biotekna.

«Ho iniziato a fare atletica a 8 anni e ho cominciato con la Biotekna. Sono cresciuta con loro, mi sono sempre allenata a Marcon, inizialmente con Federico Sottana e Alessandro Pavan. Quando sono diventata allieva, ho iniziato a prepararmi con il mio attuale allenatore Andrea Montanari. Abbiamo iniziato un percorso insieme che ci ha portato fino alle nazionali giovanili, a quella assoluta e ora a questo grande obiettivo che avevamo insieme». —



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