Reyer, un brutto ko Avanti di 21, si fa azzannare da Trento

L’Aquila s’impone all’overtime grazie anche ai 33 punti di Williams e ai 20  di Sanders. Gli orogranata escono mentalmente dal match dal 25’ in poi
Watt Mitchell Aquila Trento - Umana Reyer Venezia Lega Basket Serie A 2020/21 Trento, 03/04/2021 Foto Sergio Mazza / Ciamillo-Castoria
Watt Mitchell Aquila Trento - Umana Reyer Venezia Lega Basket Serie A 2020/21 Trento, 03/04/2021 Foto Sergio Mazza / Ciamillo-Castoria

Davide Vatrella / trento

Come si fa perdere una partita del genere? È la domanda che più di un tifoso della Reyer si sarà fatto al termine della “maratona” alla Blm Group Arena di Trento. Nemmeno il più pessimista si sarebbe mai immaginato che il team di Walter De Raffaele sarebbe tornato a casa con le ossa rotte (ko per 90-84 dopo un overtime) contro gli assatanati bianconeri di Lele Molin. Specie quando, al 25’20”, Watt, un po’ ondivaga la sua prestazione, nonostante i 16 punti e i 5 rimbalzi, ha schiacciato il punto del 46-67 (+21): la classica gara in ghiaccio. Un parzialone di 15-4 che pareva aver anestetizzato l’Aquila. Forse gli orogranata hanno pensato di aver chiuso la pratica. E se hanno vagamente avuto questa congettura, hanno sicuramente commesso un errore pacchiano. Forse avrebbero dovuto ritenere che questa stessa squadra era stata capace di battere, come, del resto, sei giorni fa Venezia, la corazzata Milano. La reazione della Dolomiti è stata di... Energia pura. Una sconfitta che allontana Venezia dal quarto posto.

FATTORE WILLIAMS

Il pivot di Trento ha letteralmente tenuto in piedi la sua squadra. Trentatrè punti e 5 rimbalzi, JaCorey ha vinto alla grande la sfida con Watt, anche se Mitchell, in più di un’occasione, gli si è opposto in maniera coraggiosa sotto canestro. Anche Sanders (20 punti) è stato determinante, ma resta la convinzione che la partita l’abbia persa Venezia più che l’abbia vinta Trento. Dopo quel +21 la Reyer è uscita mentalmente, più che tecnicamente, dal match. A sancire la sconfitta sono stati i miseri 4 punti nei cinque minuti dell’overtime.

calo inspiegabile

Negli ultimi 20 minuti, considerati anche i 5 dell’overtime, si è vista un’altra squadra. Da una che ha dominato il campo a un’altra che si è consegnata docilmente all’Aquila trentina. Il campanello d’allarme si è visto nella seconda parte del terzo quarto, quando Tonut e compagni sono riusciti a produrre solo 2 punti (peraltro dalla lunetta) siglati da Vidmar contro i 15 della Dolomiti Energia. Ma è stato negli ultimi 15’ che c’è stato il crollo definitivo, soprattutto in attacco.

BRUTTA CADUTA

Segnare solo 15 punti in 15 minuti la dice lunga sulla metamorfosi orogranata. Daye ha commesso tre-quattro ingenuità non da lui, lo stesso dicasi per Watt, uscito dalla contesa per falli, complici due ingenui blocchi in attacco che gli arbitri non avrebbero potuto non fischiare. De Raffaele ha dosato le forze con i suoi uomini, ha risparmiato nel secondo tempo Clark, che, invece, era stato un fattore nei primi 20’, mentre ha tenuto sul parquet Tonut per 42’. Sono stati proprio il triestino, Clark e Watt i topscorer con 16 punti a testa. Incredibili, negli ultimi secondi, anche le ingenuità di Chappell. L’ex Brindisi e Cantù, dopo aver fallito il canestro del 78-82, ha commesso fallo su Sanders che, a 4” dalla fine, ha sigillato i tiri liberi dell’80-80. Nell’ultimo attacco del quarto parziale Tonut ha fallito la tripla del successo. Si è andati poi all’overtime, dominato da Trento. —

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