«Reyer, ora ci siamo È un bel gruppo arriveremo in fondo»

MESTRE. Il capitano torna in squadra, quasi un mese dopo lo stop per l’infortunio muscolare che l’ha costretto a saltare il ritiro di Alleghe. Phil Goss, però, si è sempre comportato e parlato da capitano della Reyer (“Io voglio esserlo”, disse il giorno del raduno), ritirando coppe e targhe sia a Viadana che a Caorle, pur non scendendo in campo.
Martedì, al PalaBerta di Montegrotto, ha ricevuto il trofeo delle Terme dopo aver fatto il suo esordio con la maglia granata contro gli sloveni dello Zlatorog Lasko.
«La sensazione più bella è stata quella di essere di nuovo con la squadra in campo», ha spiegato l’ex play-guardia della Virtus Roma, «ritornare a giocare è molto positivo, anche se alla prima uscita non posso essermi espresso sui livelli abituali. Sono comunque felice».
Durante la fase di recupero Phil Goss è sempre stato molto vicino ai compagni, ha voluto salire a Caprile per la prima amichevole con Trieste, ha seguito la squadra in ogni torneo. «Nonostante sia stato fuori un po’ di tempo, ho potuto imparare molto osservando i miei compagni che si allenavano. Quando sei fuori del campo hai modo di notare aspetti che non si vedono mentre ti alleni. Credo di aver tratto indicazioni utili e positive».
L’infortunio di Goss, i problemi accusati da Brown e l’arrivo solo lunedì sera di Stone hanno un po’ rallentato la marcia di avvicinamento della Reyer al campionato.
«Non bisogna preoccuparsi, l’alchimia di squadra arriverà: ne sono sicuro. Posso garantire che questo è un bel gruppo, un elemento fondamentale che ci agevolerà nel processo di crescita. Adesso siamo finalmente al completo, possiamo lavorare tutti assieme con il 100% di intensità».
A Viadana, Caorle e Montegrotto Terme, anche quando non ha giocato, è stato Phil Goss a ritirare il premio finale per la Reyer, e di solito i premi di squadra li ritira il capitano. «Io spero di essere ufficialmente il capitano», ha ammesso Phil Goss, «perché ritengo un onore per me rappresentare la squadra e la città. È un ruolo che nella mia carriera ho sempre desiderato. In ogni caso, se sarò io il capitano della Reyer, è giusto che Tomas Ress sia al mio fianco».
Con la sua esperienza Phil Goss è una sorta di “fratello maggiore” per Michele Ruzzier e Marco Ceron, i due giovani prospetti che giocano nel suo ruolo. «Entrambi stanno dimostrando di possedere grandi qualità. Adesso che ho ripreso ad allenarmi con il gruppo, parlerò a lungo con entrambi per aiutarli a crescere e a conquistarsi minuti in campo. È scontato che sia Ruzzier sia Ceron dovranno lavorare duro ogni giorno per dimostrare quanta voglia hanno di giocare, così come fa ogni elemento in una squadra».
Pozzecco, coach di Varese, ha detto che Recalcati è il valore aggiunto della Reyer, definendo un “genio della panchina”. «Io sono felice di far parte di un gruppo che ha un coach come Recalcati. È ancora presto per affermare che una squadra sia migliore di un’altra. Quel che conta è chi gioca meglio nella seconda parte della regular season e, soprattutto, nei playoff. Il nostro obiettivo deve proprio quello di conquistare i playoff arrivandoci ad un livello tale che ognuno di noi sia al massimo». Parole da Capitano.
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