Reyer, niente impresa ma stagione ok

Casarin, braccio destro di Brugnaro, ha qualche rimpianto: «Dura giocare contro Varese senza Szewczyk e Zoroski»

MESTRE. Cala il sipario sulla stagione della Reyer. Serviva un’impresa per battere la Cimberio al PalaWhirpool di Varese senza poter contare sui muscoli e la classe di Szewczyk, miglior rimbalzista e terzo miglior marcatore della squadra, con Zoroski ancora fuori uso e Magro a mezzo servizio per il fastidio alla spalla.

L’impresa non c’è stata, ma l’Umana è uscita a testa alta da Masnago, soprattutto per non aver mollato e aver tentato fino all’ultimo secondo di risalire la corrente vorticosa (da -19 a - 6). «Dispiace sempre uscire dai playoff», ha ammesso Federico Casarin, braccio destro del presidente Brugnaro, «ma credo che sabato più di così la squadra non avrebbe potuto fare. Dispiace non aver potuto giocarci la partita al completo, forse non sarebbe cambiato il risultato finale, ma avere o non avere Szewczyk non è lo stesso, e non poter contare su Zoroski o Magro al top per le rotazioni anche. C’è mancato pure un briciolo di fortuna: sul -9 la tripla di Clark è uscita, sul capovolgimento di fronte Ere ci ha rispedito a -15».

Umana che esce nei quarti di finale come un anno fa con Milano e chiude all’ottavo posto. «Non è stata una stagione facile. È stato commesso qualche errore, è vero, però siamo stati spesso condizionati dagli infortuni. È iniziata male con l’incidente alla spalla a Bowers nell’amichevole di Falcade contro Trieste, è proseguita con la distorsione alla caviglia di Szewczyk a Modena e chiusa allo stesso modo con il polacco fuori uso. Credo che il bilancio sia ugualmente positivo. Potevamo finire più in alto la regular season, però centrare per il secondo anno di fila i playoff è un buon segno. E non sempre è scontato: un anno fa è rimasta fuori Roma dai playoff, quest’anno Bologna. Poggiamo su fondamenta sempre più solide, i risultati vengono con la programmazione. Siamo riusciti a superare momenti difficili in questi mesi, non dimentichiamoci che avevamo solo tre vittorie dopo dieci giornate, quindi nelle successive venti l’Umana ne ha vinte tredici. Abbiamo chiuso la regular season con 6 punti di vantaggio e gli scontri diretti a favore sulle none in classifica e la Reyer è tornata a vincere una partita dei playoff dopo 26 anni. La nostra forza è stata la coesione del gruppo, la tranquillità data dal presidente, sempre vicino alla squadra, e la voglia di superare tutte le avversità».

E adesso? «Festeggeremo la squadra perché se lo merita, ma anche quella femminile e le ragazze dell’under 19», spiega Federico Casarin, «il movimento sta crescendo a vista d’occhio, basta vedere i numeri del settore giovanile, al di là dei risultati già molto positivi. Non siamo mai rimasti con le mani in mano, si pensa sempre al futuro e si lavora per migliorare».

Una squadra che forzatamente dovrà essere ridisegnata, magari evitando errori tipo Williams, sia per questioni anagrafiche sia per il rendimento sotto la sufficienza avuto da qualche giocatore. Molte le posizioni da valutare.

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