Reyer, adesso o mai più: Milano già vede il titolo
La finale scudetto: Spahija vuole la reazione, Venezia prova a fermare la corsa dell’EA7 Armani. Martedì 16 giugno il fattore campo e la spinta dei tifosi saranno l’arma in più del team

Reyer, rialzarsi e combattere. Se lo scudetto ha preso la strada di Milano, martedì 16 giugno il quintetto di Neven Spahija proverà a respingere l’assalto dell’EA7 Armani fermamente intenzionata a conquistare il trentaduesimo titolo della sua storia sul parquet del Taliercio.
Impresa non semplice quella che attende Tessitori e compagni perché all’Unipol Forum si sono viste due squadre che viaggiano a velocità diverse: una, Milano, in condizioni fisiche, atletiche e mentali straordinarie con 10 giocatori che a turno sanno ergersi a protagonisti, non utilizzando né Tonut né Flaccadori titolari in quasi tutte le altre squadre di LBA; dall’altra, Venezia, apparsa svuotata di energie, in balìa delle soluzioni tecniche e tattiche in attacco e in difesa della Poeta-band.
Reyer troppo altalenante nelle prestazioni individuali anche in giocatori fondamentali, come Wiltjer in gara 1 e Parks in gara 2, costretto anche a rientrare anzitempo in panchina per un colpo all’occhio sinistro ricevuto da LeDay, oltre ad avere un “buco” quando Horton prende il posto di Tessitori sotto canestro.
Niente zavorra Eurolega

Un anno fa, nel quarto di finale contro la Virtus Bologna, Spahija spedì in tribuna un abulico Aamir Simms dopo l’impalpabile gara 1 (2 punti), schierando Munford nelle successive 4 partite. Ward non sarà Munford per qualità, tecnica e, soprattutto, esperienza, ma forse avrebbe un rendimento superiore all’Horton attuale.
L’Olimpia sta esprimendo il suo miglior basket della stagione, senza avere più la zavorra dell’Eurolega, la Reyer sta accusando le fatiche delle “battaglie” nelle 9 partite giocate contro Tortona e Virtus Bologna. Il nono titolo nel settimo Paese diverso si è allontanato da Neven Spahjia, il primo per Beppe Poeta è a un passo, dopo averlo sfiorato dodici mesi fa alla guida della Germani Brescia. L’Olimpia ha vinto l’ottava partita nelle 9 disputate nei playoff, ha perso solo gara 2 a Brescia quando la Germani ha limitato a 79 punti l’attacco biancorossi.
Dopo le due prestazioni all’Unipol Forum, le possibilità che Milano chiuda la serie scudetto martedì 16 giugno al Taliercio sono altissime, ma la Reyer ha abituato a metamorfosi clamorose e avrà il sostegno della spinta dei propri tifosi per cercare di rendere più problematico il cammino all’Olimpia. Servirà, però, una prestazione di squadra dove tutti i giocatori di Spahija dovranno contribuire all’esito finale del match, cercando di abbassare le percentuali al tiro della squadra di Poeta che dal perimetro ha avuto 11/18 in gara 1 (Mannion 4/4) e 13/25 in gara 2 (Brooks 5/7, LeDay 4/5), senza dimenticare il 12/18 dal campo di Bolmaro nelle due partite e il 10/10 di Diop.

Olimpia in formissima
Dopo i 54 punti realizzati nei primi due parziali in gara 1, l’EA7 Emporio Armani Milano ha alzato ulteriormente la produzione offensiva in gara 2 contro la Reyer Venezia, chiudendo i primi 20’ con 62 punti a referto, equamente divisi nei due quarti con il 18-0 piazzato a cavallo di secondo (48-39) e terzo quarto (72-39) che ha chiuso i conti con largo anticipo.
Si tratta della terza miglior prestazione di sempre a metà partita di una finale scudetto, la migliore nell’era moderna dei playoff. Milano ha avvicinato i due precedenti, entrambi da 65 punti all’intervallo, realizzati nella stagione 1981-1982 da Pesaro che segnò 65 punti in gara 4 della finale contro Varese, chiudendo poi la sfida sul 113-94, e dalla stessa Olimpia in gara 3 della finale 1987-1988 contro Pesaro, andando all’intervallo sul 65-50, prima di imporsi 115-108.
Al Forum
Nelle 6 partite disputate nei playoff al Forum, l’Olimpia non ha dominato solo contro la Reyer (100-80 e 92-79): solo in gara 2 contro l’UnaHotels Reggio Emilia ha realizzato appena 77 punti, rispetto ai 96 di gara 1, mentre contro la Germani Brescia in semifinale Shields e compagni hanno firmato rispettivamente 93 e 91 punti: la fotografia di un attacco quasi inarrestabile.
In trasferta
Al contrario, la Reyer ha confermato che quando gioca in trasferta cala vistosamente perché, fatta eccezione per la vittoriosa gara 1 alla Virtus Arena in semifinale (91-83), è ritornata a casa dominata sia dalla doppia esibizione a Tortona (71-82 e 71-89) sia in gara 2 a Bologna (79-98) prima di profondare all’Unipol Forum (80-100 e 79-92).
Una metamorfosi inattesa da parte del quintetto di Spahjia che prima di gara 1 alla Nova Arena contro la Bertram aveva inanellato 8 vittorie di fila in trasferta nel girone di ritorno della regular season.
Spiragli di luce
Due flash – luci di speranza in vista di martedì 16 giugno - della Reyer di gara 2: la rimonta da –11 (28-39) nella prima parte del secondo quarto (33-38) con i canestri di Valentine e Wheatle, nonostante l’imperversare di Mannion dal perimetro, e la rimonta nell’ultima parte del periodo finale dal –20 (69-89), scavato anche per i 3 palloni banalmente persi in attacco da Valentine, al –10 (79-89) con il quintetto “nano”, anche se Wiltjer aveva preso il posto dell’acciaccato Parks con l’Olimpia tenuta a 12 punti nell’ultimo periodo e a 30 nella seconda parte dell’incontro.
Come era accaduto nel finale di gara 4 contro la Virtus Bologna, la Reyer più aggressiva si è vista con il cosiddetto quintetto “nano”, approfittando anche di un calo dell’Olimpia, quando Spahija ha utilizzato insieme Cole, Candi, Bowman, Wheatle e Parks, fino a quando il vicecapitano orogranata non ha subito il colpo all’occhio da parte di LeDay.
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