Quell’ultimo lungo minuto descritto e spiegato sequenza dopo sequenza
SZEKSZARD
Un peccato. Con l’aggiunta che quanto si è visto a Szekszard ha dell’incredibile. Sì, perché l’Umana Reyer femminile sembrava potesse portare a casa la partita e la coppa, mentre invece è arrivata la beffa sul più bello. Gli ultimi istanti, nel suo dramma, sono tutti da raccontare. A meno di un minuto dalla fine, 48 secondi per la precisione, Casas trova il 79-77 per le spagnole di tabellone e sembra dura da recuperare ma Petronyte trova lo spiraglio giusto e la partita torna ancora in bilico: 79-79.
Una serie di falli da una parte e dall’altra, a 26 secondi dalla fine Carrera Quintana va dalla lunetta e mette dentro uno dei due a disposizione. 80-79 per le spagnole ma Venezia è ancora dentro alla gara. Ticchi chiede timeout con ancora 22 secondi sul cronometro e vuole parlarci sopra per arrivare allo schema giusto, non tralasciando alcun dettaglio.
E infatti la Reyer gioca con il cronometro, facendo passare più tempo possibile per non dare scampo alle avversarie. Rimessa dal proprio fondo campo, con Anderson che porta avanti palla e dopo una serie di blocchi e riesce a scambiare con Petronyte in post basso. La lituana le offre l’assist al bacio e Anderson può andare in penetrazione solitaria. Due punti a referto e le orogranata vedono il traguardo a pochi millimetri.
Si arriva all’81-80 quando manca un secondo e tre decimi alla fine e l’adrenalina sale a mille. Inevitabile il timeout chiesto da Valencia, perché l’azione è decisiva. A quel punto, si riprende con la sfera a centrocampo, c’è un lancio lungo che arriva a Carrera Quintana ma nel miss match Anderson tocca l’avversaria e si va in lunetta. Si spera che all’iberica tremi la mano ma realizza un due su due che mette fine ai sogni di gloria europei di Venezia. Peccato, peccato davvero. —
a.rag.
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