Penzo, sparite le barriere undicimila posti in caso di promozione in Serie A

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Illuminazione più potente, spariscono le barriere, sistemazione degli spogliatoi. Il Penzo si rifà il “trucco” durante l’estate, ma il Venezia è pronto a qualsiasi evenienza, anche con progetti alternativi nel caso in cui la squadra salisse di categoria.
«Noi non vogliamo disputare nemmeno una partita lontano dal nostro stadio, qualunque sia la categoria in cui militeremo nella prossima stagione», ha sottolineato Andrea Cardinaletti, consigliere delegato alle infrastrutture del club, che ha illustrato i primi interventi sul Penzo insieme ad Andrea Tomaello, vicesindaco e assessore allo sport, e a Gianluca Santaniello, Executive Manager del Venezia. Penzo come la Dacia Arena di Udine, come tanti stadi inglesi, senza le vecchie barriere fin dalla partita di domani con il Chievo. In cambio degli interventi strutturali del primo step pari a circa 547 mila euro, l’amministrazione comunale ha approvato la concessione dell’impianto al Venezia fino al 2030, quindi per altri nove anni.
«Siamo tutti concentrati su quanto avverrà in campo», ha spiegato Andrea Cardinaletti, «ma noi che ci occupiamo delle infrastrutture dobbiamo guardare avanti, farci trovare pronti a qualsiasi esigenza perché vogliamo che il Venezia continui a giocare al Penzo, qualunque sia la categoria, Penzo che oggi e nei prossimi anni è l’unico stadio che il Venezia ha a disposizione. Sul quale interverremo con investimenti puntuali e graduali, in base a quanto richiedono i regolamenti per ottenere la licenza nazionale, secondo anche ai tempi che avremo a disposizione. In questi mesi sono stati dunque preparati vari progetti che possano rispondere a qualsiasi evenienza». Lavori che dovrebbero partire a inizio di giugno per essere ultimati prima dell'inizio del prossimo campionato, Venezia che punta a rimanere al Penzo anche in caso di promozione, ovviamente adeguando la capienza, che adesso è di 7.389 spettatori, portandola in caso di salto di categoria ad almeno a 10-11 mila per ottenere la deroga.
«Barriere, illuminazione e riadattamento della colonna centrale degli spogliatoi: sono questi i primi interventi», ha spiegato Cardinaletti, «per quanto riguarda le barriere, sono già state rimosse. Abbiamo lasciato una piccola barriera di un metro davanti al settore Distinti, le due curve sono completamente libere, mentre sarà presente un’altra barriera di un metro dalla parte della Tribuna Centrale. Questo è solo il primo intervento di una serie utilizzando tutti gli spazi disponibili che ci concede il campionato tra una partita e l’altra perché in caso di playoff, come tutti ci auguriamo, dovremo essere pronti a ospitare anche l’area destinata al Var».
«L’intervento all’impianto di illuminazione», ha spiegato Gianluca Santaniello, «si inserisce in un quadro più ampio di interventi, il Venezia è già all’opera da mesi e in queste settimane termineremo le analisi strutturali delle torri. Attualmente giochiamo in deroga avendo solo 800 lux, arriveremo a 1.200 lux necessari per giocare in Serie B, ma anche a migliorarlo ulteriormente per rispettare le normative per la categoria superiore e per le competizioni internazionali.
In questa fase l’obiettivo del Venezia è concentrato sul Penzo e sul centro sportivo del Taliercio (“Entro la fine di maggio credo che saremo pronti a presentare anche il progetto per il centro sportivo”), la pandemia ha rallentato invece il progetto del nuovo stadio. «Se anche si dovesse arrivare alla realizzazione di un nuovo stadio, ci sono almeno 5-6 anni di tempo per cui le nostre attenzioni sono rivolte sul Penzo». Stesso discorso vale per un’eventuale copertura delle curve che non è prevista nei primi progetti predisposti. —
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