«Non prendiamo stranieri per avere i vantaggi fiscali»

Il direttore sportivo Collauto chiarisce: «Le nostre scelte sono prima di tutto tecniche, umane e caratteriali. Ora il primo obiettivo è sfoltire la rosa extralarge»
Michele Contessa
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 27.05.2021.- Calcio Venezia|Cittadella. Festeggiamenti.
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 27.05.2021.- Calcio Venezia|Cittadella. Festeggiamenti.

Michele Contessa / venezia

Una settimana alla partenza per il ritiro di San Vito di Cadore, lunedì prossimo inizia ufficialmente la stagione del Venezia in Serie A. Quattro innesti sono già stati effettuati, ma il direttore sportivo Mattia Collauto è al lavoro per puntellare ulteriormente la rosa da affidare a Paolo Zanetti.

Il Venezia salirà in Cadore con l’organico definitivo?

«Non abbiamo fretta di completare l’organico, il mercato chiude il 31 agosto. Non so se questa settimana arriveranno altri giocatori, stiamo tenendo sotto controllo alcune operazioni, ma non è detto che si concretizzino prima della partenza, ma tutto è possibile dal giorno in cui si apre il mercato. La campagna di rafforzamento è sempre aperta».

Quale è il problema più impellente?

«Sfoltire la rosa, adesso siamo veramente in tanti, tra chi è rimasto, chi è arrivato e chi è rientrato per fine prestito. Ci sono giocatori che hanno necessità di giocare con maggior continuità».

Heymans, Schnegg, Peretz, Ebuehi: il Venezia pesca solo all’estero?

«Solo coincidenze fortuite, noi stiamo lavorando e monitorando tutti i mercati, quello italiano e quelli internazionali. Cerchiamo giocatori che possano inserirsi nel nostro sistema di gioco, cerchiamo giocatori bravi, ma che nello stesso siano anche ottime persone. E questo è stato confermato dalla compattezza del gruppo che ha conquistato la promozione. Arriveranno, quindi, anche giocatori italiani che siano adatti al nostro concetto di calcio».

Esistono dei vantaggi nell’ingaggiare giocatori stranieri?

«Grazie al Decreto Crescita sono stati introdotti degli sgravi fiscali anche per le società, i primi a trarne comunque beneficio sono i calciatori, anche se questo scatta dopo il secondo anno di permanenza in Italia, ma questo non è il motivo per cui stanno arrivando tanti giocatori stranieri. È la filosofia del nostro progetto a guidare le nostre scelte, che sono prima di tutto tecniche, umane e caratteriali con una profonda analisi dei dati statistici».

Squadra inesperta per la Serie A?

«Se contiamo solo le presenze nel massimo campionato, la risposta è sì, però l’esperienza nel calcio si ottiene in campo, giocando, per cui sono tranquillo. Poi, come sempre, il verdetto verrà dato dal rettangolo verde».

Che giudizio sulla novità di proporre un calendario asimmetrico tra girone d’andata e girone di ritorno?

«Per il momento è solo un’ipotesi, voglio vedere come la metteranno in pratica il giorno in cui usciranno le 38 giornate di campionato. Solo allora mi potrò esprimere in maniera più congrua».

Altra ipotesi: si partirà con il 25% di capienza del pubblico all’interno degli stadi?

«Noi avremo bisogno del 110% dei nostri tifosi, l’aspetto ambientale sarà una delle componenti essenziali per guidarci verso la salvezza. Mi auguro, quindi, che il ventilato 25% per la prima giornata di campionato possa essere modificato al rialzo nelle prossime settimane. Se c’è un neo da sottolineare nella passata stagione è che i nostri tifosi non abbiamo potuto seguire da vicino la splendida cavalcata».

La pergamena del Gran Premio Internazionale di Venezia è già incorniciata?

«Fa sempre piacere ricevere questi riconoscimenti, che segnano un apprezzamento per il lavoro svolto, vengono assegnati a titolo individuale, ma devono essere condivisi con tutte le persone che lavorano per il Venezia e che stanno contribuendo al successo del progetto». —

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