Nelson: «Rinforzo una grande squadra»

Il nuovo acquisto di Venezia ha le idee chiare: i miei ex compagni di Siena mi hanno descritto un ambiente eccezionale
Di Michele Contessa

MESTRE. Simpatico e spigliato, ottima predisposizione con gli interlocutori, dialettica fluida: Spencer Nelson è un torrente in piena. Vorrebbe fosse già domenica per esordire con la casacca numero 17 della Reyer, intanto ieri primo allenamento con compagni vecchi (Ress, Ortner e Viggiano) e nuovi, e tanta voglia di calarsi nel ruolo che gli ritaglierà Carlo Recalcati («Non è importante quanti minuti un giocatore resta in campo, è fondamentale dare sempre il massimo per tutto il tempo in cui resti sul parquet»).

Un bel biglietto da visita per l’ala-pivot dell’Idaho, avversario della Reyer con la maglia della Montepaschi, ma anche quando giocava a Salonicco. «Sì, è vero, ho giocato l’amichevole dell’Arsenale sei anni fa. C’era Andrea Mazzon in panchina». Era l’Aris di Kee-Kee Clark, Tsaldaris e di un giovane Papanikolau, e Nelson realizzò 7 punti in quella sfida veneziana.

«Sono molto eccitato per questa nuova esperienza in Italia», ha esordito Spencer Nelson, «la Reyer è una società storica che rappresenta una città come Venezia, un club molto organizzato. Il mio obiettivo è dare una mano a continuare a centrare risultati positivi come ha fatto finora e magari aiutare la Reyer a fare ancora meglio». Spencer, come Haywood, uno dei più grandi giocatori passati alla Reyer, Nelson, come l’ammiraglio che fermò Napoleone.

«Ritrovo qualche compagni di Siena», ha aggiunto, «ci siamo sentiti spesso, la loro descrizione della Reyer ha influito moltissimo nella mia decisione». Nelson era in tribuna a Bologna. «Eh, ho visto una grande squadra, che possiede un grande potenziale offensiva, che ha ancora ampi margini di miglioramento, ma è normale visto che siamo solo a novembre». Nelson ha giocato l’ultima partita a fine giugno (“Eh, gara 7 della finale scudetto”), sono trascorsi cinque mesi. «Tanto tempo, ma ho sempre cercato di tenermi in allenamento. Sono stato una decina di giorni in Azerbaijan con la nazionale azera, poi ho lavorato a casa mia. Cercherò di portare alla Reyer la mia esperienza e la mia conoscenza del campionato italiano e dell’Europa, sono un giocatore equilibrato, che sa giocare dentro l’area, ma anche fuori. Sono a disposizione del coach, farò quello che è più utile alla squadra». Americano con il passaporto dell’Azerbaijan, quindi comunitario. «Sono stato avvicinato 4-5 anni fa dai dirigenti della federazione azera. Da tre anni gli dò una mano per diffondere la pallacanestro all’interno del paese, un ruolo che mi appassiona molto”.

Nelson arriva a rinforzare un pacchetto di lunghi che comprende già Peric,Ress, Moore e Ortner.

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