Milan-Venezia, Stroppa: «Se lavoriamo di squadra sappiamo fare male anche noi»
L'allenatore dei lagunari ha parlato alla viglia della prima trasferta di campionato che vedrà la squadra impegnata domani, venerdì 28 agosto, a San Siro contro i rossoneri

Alla vigilia della difficile trasferta di San Siro contro il Milan, il tecnico del Venezia Giovanni Stroppa ha analizzato il momento della squadra, chiamata a riscattare il recente passo falso interno con il Lecce e a cercare i primi punti in campionato.
«Il Milan è una squadra completa – ha spiegato Stroppa – che ha un'identità di gioco precisa, sebbene ancora in costruzione. Ho grande stima per Amorim per le sue idee al di là dell'esperienza al Manchester nel quale non ha fatto bene e in più hanno individualità capaci di risolvere la partita con una giocata in qualsiasi momento. Un'altra caratteristica di queste grandi squadre è che, calando la concentrazione anche solo per due o tre minuti, si rischia di andare sotto — come è successo a Torino — incassando un uno-due che compromette prestazione e risultato. Non dobbiamo solo limare i nostri errori, ma mantenere la massima attenzione su ogni dettaglio: su una palla contesa, sulla qualità di un controllo o sulla gestione del possesso. Nel momento in cui presti il fianco, a livello individuale o di squadra, ti fanno male. Sarà una partita di assoluta concentrazione. Ci sono valori importanti in campo, ma contano fino a un certo punto: se lavoriamo di squadra e con coraggio, quando avremo la palla faremo male anche noi. Questo è il mio pensiero, poi parlerà il campo».
L’obiettivo, attraverso la prestazione, è provare a conquistare i primi punti della stagione ha sottolineato l’allenatore del Venezia. «Dobbiamo e cercheremo di fare punti. Sappiamo dove andiamo, in uno stadio non solo iconico, ma che rappresenta tanto a livello di calcio internazionale e anche per il mio trascorso. Mi auguro di fare la stessa prestazione di domenica scorsa per atteggiamento, coraggio e attenzione. Sappiamo di incontrare una squadra fortissima e quindi sarà sicuramente difficile; bisognerà alzare l'asticella dell'attenzione per non commettere errori, perché sappiamo che le qualità individuali e l'idea di gioco della squadra rossonera sono assolutamente di valore».
Stroppa ha ormai messo da parte l'amarezza per la sconfitta al debutto, maturata più per singoli episodi che per una reale debolezza di prestazione. «La delusione è durata il giusto: c'era poco tempo per ripensare agli errori e bisognava subito preparare la gara successiva», ha spiegato il tecnico.
«Abbiamo toccato con mano la categoria affrontando una squadra dall'atteggiamento difensivo molto accorto, capace di sfruttare gli episodi e portare a casa un risultato straordinario. Ne facciamo tesoro, ma la nostra strada resta segnata. Ora ci attende una sfida sulla carta proibitiva, ma bisogna sempre crederci. Serve massimo rispetto per l'avversario e la consapevolezza che ogni minima disattenzione può costare cara: restiamo sereni, continuiamo a lavorare e mettiamo minuti nelle gambe di chi è ancora indietro. Non c'è altro modo per crescere».
Stroppa ha poi parlato dei singoli, a partire dall'infermeria. «Moreno è arrivato fuori condizione e ha poi accusato un problema muscolare. L'infortunio si è rivelato più serio del previsto e dovrò rinunciare a lui anche per questa gara; spero di recuperarlo per l'Udinese e per la Coppa Italia. È un profilo che stiamo aspettando, ma finora non ha potuto svolgere la preparazione con noi».
Il tecnico si è soffermato poi sul reparto difensivo e sulle rotazioni in squadra. «Sia lui che Halhal possono rappresentare in futuro un'alternativa a Bella-Kotchap. Io non precludo nulla in difesa ma è chiaro che, in questo momento, per necessità ci sono delle gerarchie ben definite dal tempo. Chi è arrivato prima ha avuto la possibilità di allenarsi con il gruppo, ritrovare la condizione fisica e assimilare i movimenti tattici della squadra».
Stroppa sottolinea come le scelte attuali non siano definitive per il prosieguo della stagione: «Questo discorso vale anche per chi sta indietro o parte fuori a centrocampo, dove abbiamo comunque giocatori importanti. La difesa e il centrocampo di oggi potrebbero quindi essere ribaltati in futuro. Finché le cose funzionano andiamo avanti così, ma di volta in volta si potrà scegliere in base alle caratteristiche dell'avversario. Per il momento, però, le scelte sono abbastanza obbligate».
Tra le note liete c'è Rrahmani. «È un giocatore che mi piace molto per l'impatto e il carattere che mette quando entra, un po' come Haps. A posteriori faccio autocritica: contro il Lecce avrei potuto cambiare tutti gli attaccanti per inserire forze fresche, ma ho preferito attendere un guizzo di Yeboah. In ogni caso, davanti le soluzioni non mancano».
Infine, un giudizio sui difensori: «Schingtienne ha fatto bene in fase difensiva, anche se deve crescere di condizione. Promosso a pieni voti Franjic: ha mostrato pulizia tecnica, velocità nei recuperi e forza nell'uno contro uno, interpretando al meglio quello che gli ho chiesto».
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