In 13 per il rosso a Faiva L’Irlanda ne segna nove

Fuori Lucchesi per infortunio, espulso l’altro tallonatore, e mischia no contest Per un’ora l’Italia stringe i denti ma non può difendersi: è la sconfitta numero 100 
Fabrizio Zupo

DUblino

Il fallo c’è ma non il dolo, il regolamento trasforma l’arbitro georgiano Amashukeli in un azzeccagarbugli anche se la norma, che ha lasciato per un’ora in 13 Lamaro e compagni spalancando la porta all’incubo, nasce per la sicurezza della salute dei giocatori.

La partita dell’Italia a Dublino nel terzo turno di Sei Nazioni dura solo 19’, quelli in cui si concatena una sequenza di episodi negativi difficili da ripetere. E usciamo con 9 mete incassate oltre al ko numero 100 del millennio. Non è neppure il passivo più alto inflitto dall’Irlanda agli Azzurri il 57-6 finale. Fu il 63-10 a Roma nel 2017.

Si inizia al 7’ con l’infortunio a Lucchesi (lussazione del gomito sinistro, torneo finito), sostituito da Faiva l’altro tallonatore in lista gara (gli altri 4 di mischia sono piloni) e 10’ dopo il neozelandese si lancia alto (fra collo e testa) sul tallonatore Sheehan. Amashukeli fa proseguire poi torna indietro. Il Tmo emette la sentenza: placcaggio alto e cartellino rosso senza rimedio.

Crowley fa uscire l’ala Bruno (all’esordio) per mettere Nemer (a referto come pilone) ma il problema si pone subito per la mischia: in prima linea serve uno di ruolo. In più la mischia diventa “no contest” (senza spinta) e quindi l’Italia può giocare ma deve perdere un uomo (esce l’8 Halafili che pare cacciato su ordine dell’arbitro, ma la scelta è di Crowley) e fanno due in meno con Faiva espulso. Regola strana, ma il Galles ha vinto un torneo pur subendo il “no contest”.

È un paradosso, l’autodistruzione del rugby per mano del regolamento. Non lo diciamo noi, sul punto interviene capitan O’ Mahoney: «Credo che i “rossi” come questo non facciano del bene al gioco. È vero che bisogna controllare l’altezza del proprio placcaggio ma non credo che ci fosse volontarietà in quel contatto».

In 13 contro 15 la coperta diventa cortissima e pur se placchi lasci una voragine a lato, se non placchi becchi una meta sicura. E saranno 8 su 9 quelle segnate in superiorità numerica, addirittura l’ultima di Treadwell in 15 contro 12 per il giallo di antigioco (avanti volontario aereo discutibile).

Non è più una partita ma un massacro che aumenta per la fatica di tappare tutti i buchi. Prima del fattaccio al 19’, il match viaggiava sul 7-3 con cattive e buone notizie per il gioco azzurro. La velocità impressa in avvio dall’Irlanda capace di andare a segno dopo solo 3 minuti con Doris e Sheehan che smarcano l’apertura Carbery .

La reazione aggressiva al copione multifase dei verdi, con una difesa aggressiva che frutta subito un calcio a metacampo. E, novità nella gestione di capitan Lamaro, si sceglie la via ortodossa di fare punti, quando si ha la chance per farli. Si consulta con Padovani e il veneziano dice sì, che se la sente. Invece di andare in touche, piazza da 50 metri e va dentro.

L’ora di gioco che segue è ingiudicabile ed è solo l’orgoglio azzurro al rientro dalla pausa che infiamma il prato con l’Italia palla in mano. Restano molti problemi, quello di Varney ad esempio. Il mediano di mischia è alla sua terza brutta giornata, diciamo così. Stavolta ingabbiato dalla difesa irlandese.

Crowley lo cambia, ma Fusco non può far molto oltre a venire stoppato clamorosamente durante un calcio di liberazione da Beirne, una seconda che si prende la gloria (al 69’) di raccogliere l’ovale e di tuffarsi sotto i pali per 50-6 parziale. Tutti hanno sofferto, dai baby Marin ai più esperti, ma oggettivamente non potevano far meglio di così.

Ora ci sono due settimane davanti prima del consueto “spareggio” contro la Scozia, decisamente più forte di noi, ma con solo 1 vittoria su 3 e 5 punti in classifica. Vincere all’Olimpico, sabato 12 marzo, potrebbe portarci (col bonus) a pari punti, interrompendo la sequenza negativa. Crowley deve risolvere il problema tallonatore (Lucchesi out, Faiva sarà punito): tornerà Bigi? O sarà la chance d’esordio di Nicotera?

E poi la questione Sergio Parisse, il cui volto compare su biglietti e cartelloni. L’ex capitano sarà chiamato a dare una mano? Contro la Scozia ha vinto più volte comprese le due storiche a Edimburgo nel 2007 e nel 2015 che resta l’ultimo acuto azzurro del torneo.––



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