I medici sempre al lavoro «Colpa di stress e Covid»

MESTRE
«Ci sono essenzialmente tre fattori che spiegano i numerosi infortuni che hanno contraddistinto la stagione della Reyer».
Michelangelo Beggio, uno dei tre medici della società (gli altri sono Federico Munarin e Roberto Novelli), è giustamente molto schematico per evidenziare questa falcidia di contrattempi fisici che hanno colpito la squadra di Walter De Raffaele: «Il primo», spiega il responsabile di fisiatria del Policlinico San Marco, «deriva dal fatto che tutte le squadre, compresa la nostra, si sono ritrovate ad agosto con alle spalle sei mesi d’inattività. Questo prolungato riposo ha sicuramente inciso sull’adattamento fisico all’attività con gli infortuni sempre dietro l’angolo. Il secondo è stato che più di mezza squadra si è contagiata con il Covid: l’espressione della malattia ha effetti soggettivi a seconda del fisico, tant’è che ora si parla di “long Covid” per mettere in evidenza gli effetti dell’astenia. Anche dopo essersi negativizzati, ci è voluto un congruo periodo per rivedere Tonut, Cerella e Vidmar, tanto per citare quelli che hanno sofferto di più il virus, in una condizione accettabile».
Il Covid non può spiegare, però, i numerosi infortuni fisici: «Un elemento fondamentale è come vengono condotti i nostri allenamenti dallo staff tecnico», argomenta Beggio, «sedute tecnico-tattiche ed atletiche dove c’è un grande dispendio fisico-atletico. Tutto questo viene fatto per creare quegli automatismi sul parquet, soprattutto difensivi, che ci hanno permesso di vincere in tutti questi anni. Molto lavoro psicofisico, che richiede più del 100% ai ragazzi».
Gli indisponibili attualmente sono tre: capitan Bramos, Fotu e Vidmar: «Il più grave», conclude Beggio, «è sicuramente Michael, la sua fascite plantare è indubbiamente importante, non faccio previsioni sul suo rientro. Fotu, che ha un problema al tendine plantare, dovremmo rivederlo fra tre settimane, Vidmar, invece, si è appena infortunato al polpaccio prima della gara di Varese, quindi dovremo, invece, valutarlo».
C’è da dire che la fascite plantare affligge anche Debora Carangelo: «Non mi occupo della squadra femminile», chiosa Beggio, «ma posso anticipare che la patologia della play è molto meno invasiva di quella di Michael. Sono due lesioni completamente differenti: quella del nostro capitano è tutt’altro che da sottovalutare. Non me la sento, al momento, di prevedere un suo rientro per i playoff».
Certo che se Bramos dovessimo rivederlo per la prossima stagione, sarebbe davvero un brutto colpo per la Reyer. —
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