Cuore Venezia, un gol per il “Betania”

VENEZIA. Una visita toccante, un momento di riflessione, un incontro con chi magari ha perso tutto e sopravvive grazie all’aiuto dei volontari. I giocatori del Venezia hanno incontrato ieri i gestori del centro Betania della Caritas, da 34 anni attivo in centro storico per assistere chi ha meno di tutti. Un’ottantina le persone che ogni sera ricevono un pasto caldo, che possono guardare la televisione e socializzare magari con una partita di carte. Sono quelle anime silenziose finite nel tritatutto della crisi economica, quelli che vivono su una panchina del parco o dentro un cartone lungo una strada. Ieri il Venezia ha donato loro indumenti, giacconi, cappelli e guanti di lana. Materiali che giacevano in magazzino, che non usava più nessuno e che invece a qualcuno possono tornare e saranno sicuramente più utili. Un gesto di solidarietà che arriva da un mondo sempre sotto i riflettori e dove il denaro non manca. Ad accogliere la squadra nella struttura di Cannaregio c’è Gianni Vianello, uno che coordina 250 volontari e la cui stretta di mano fa rima con carattere e forza di volontà. Racconta ai giocatori cosa viene fatto al Betania, l’aiuto che tanti danno, anche dai vicini esercizi commerciali, un vassoio di pastine al lunedì o che un chilo di pane la sera prima della chiusura. I giocatori seguono attentamente. «Quando vedi la situazione in cui tanta gente si trova, ti piange il cuore, e il minimo è portare un po’ di aiuto», commenta Riccardo Bocalon, «tanti sanno cosa si fa per il prossimo al Betania, molti però non se ne accorgono. Per aiutare le persone può bastare anche un sorriso, e anche se noi non veniamo dalla ricca serie A o dalla B, qualcosa possiamo farlo». Capitan Vito Di Bari aggiunge: “È un’esperienza positiva, siamo riusciti a regalare qualcosa di utile a queste persone bisognose. Quando visiti queste realtà capisci che i problemi della vita sono altri, c’è chi non ha nulla o non guadagna niente. Siamo giovani, io ho una famiglia, così si può capire quanto si è fortunati in altre circostanze». E Federico Maracchi rimarca come «non pensavo ci fosse una realtà così a Venezia, tante persone che si danno da fare per il prossimo. Vanno elogiate, perché non è di sicuro facile offrirsi in questo modo».
Il giro si conclude dopo una mezzora, qualche autografo a un pallone che hanno due bambini, e un saluto a chi lavora per la serata. La società ha cercato di lasciare un segno, domani alcuni giocatori saranno a regalare un sorriso ai bambini ricoverati in Pediatria all’ospedale dell’Angelo a Zelarino, e Gianmario Specchia assicura: «Facciamo tutto quello che possiamo, e ci sembrava giusto puntare anche su questo Natale con un po’ di solidarietà. Volevo che i giocatori, soprattutto i più giovani, vedessero cosa c’è fuori dal mondo ovattato del calcio. Faccio i complimenti alla Caritas per come aiuta così tante persone, e come club cerchiamo di stare vicini a tutte le realtà di questa importante città, partendo da chi ha di meno».
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