«Corro a piedi nudi per non avere mai dei limiti»

CEGGIA. Vedere podisti correre a piedi nudi nelle maratone non è qualcosa che capita tutti i giorni. Lo sport regala anche queste emozioni e personaggi bizzarri. L’esempio più emblematico della corsa a piedi nudi è quello dell’etiope Abele Bikila che nelle Olimpiadi di Roma del 1960 vinse l’oro nella maratona correndo scalzo. Nel 2006 l’”alpinista scalzo” vicentino Antonio Peretti discese le pareti dell’Etna a piedi nudi.
Il piemontese Francesco Arone, trentottenne costruttore edile il 3 aprile di tre anni fa divenne l’uomo più veloce del mondo sulla distanza ultra-maratona di 100 km corsi a piedi nudi. Arone ha partecipato alla decima edizione della “Corri-Ceggia” una manifestazione podistica non competitiva di 7 km organizzata dal “Runners Club Agggredire di Ceggia del presidente Ergas Visentin. Per la cronaca, la corsa è stata vinta da Diego Avon atleta della Biotekna Marcon, mentre la montebellunese Michela Zanatta è stata la prima tra le donne a tagliare il traguardo. Arone si è classificato tra i primi dodici ma la sua sola presenza ha attirato come una calamita a Ceggia 350 podisti, il più lontano da Santo Domingo, il 15enne Francis Guzman.
Il podista piemontese con il record del mondo sui piedi si è fatto subito volere bene da tutti, conquistando l’affetto di Ceggia. «È grazie a tutte queste persone che mi vogliono bene che continuo a correre per le strade scalzo», racconta Francesco Arone. «Ogni volta che porto a termine una gara mi prometto sempre che sarà l’ultima. Però poi guardo sul calendario la data della prossima corsa. Se potessi mettere nella mia maglietta tricolore il nome di tutti i miei tifosi mi servirebbero centinaia di t- shirt».
Prosegue Arone: «Nella mia divisa ho voluto far scrivere “mamma e papà” perché se non fosse stato loro adesso non sarei l’uomo dei record conquistando nella maratona di Seregno il Guinness World Records certificato e omologato».
Ma che cosa spinge un podista a cimentarsi nella corsa senza usare le scarpe? «Ero curioso di provare a correre a piedi nudi per sentire la reazione del mio corpo al dolore. Ho iniziato nel 2000 con una corsa partendo da casa mia in campagna a Carignano fino al centro della città. Di strada ne ho fatta tanta e riuscii a stabilire il record nel 2011, nella maratona di Seregno nonostante mi fossi fratturato l’alluce dopo 35km di gara nel Parco di Monza».
«Andando contro il dolore e le intemperie del tempo voglio in questo modo insegnare a tutti i più giovani che nello sport come nella vita non bisogna mai porsi dei limiti». L’amicizia tra Arone e i Runners di Ceggia nacque 4 anni fa alla maratona di Sant’Antonio di Padova. (th.m)
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