Calcio Venezia, Leiweke acquisisce una quota del Bolton
Il padrone del Venezia investe in Championship. L’obiettivo è migliorare stadio e intrattenimento della società. Il commento: «Siamo qui per onorare questa eredità e questi tifosi»

Dagli Usa all’Inghilterra passando per la laguna, il proprietario del Venezia Tim Leiweke è sbarcato oltremanica acquisendo una quota di minoranza del Bolton Calcio.
Un investimento mirato che dimostra ancora una volta come il proprietario del Venezia e la figlia Francesca Bodie, presidente della società arancioneroverde, abbiano un piano ben preciso. «Siamo degli operativi, ci occupiamo di immobili sportivi da sempre» aveva sottolineato più volte Bodie durante la sua presentazione alla stampa nel cuore finanziario di Milano ed è proprio dall’essere in primis degli investitori del mondo dell'impiantistica sportiva che si snoda il filo conduttore delle operazioni finanziare della Entrepreneur Equity Partners (EEP).
Lo stadio e l’hotel
Nonostante un passato caratterizzato da alti e bassi, nella storia del Bolton gli investimenti sugli impianti sportivi e di hospitality sono stati già fatti tra fine anni ’90 e inizio 2000 quando la squadra militava in Premier League. Costruito in un solo anno, dal 1996 al ’97, lo stadio, attuale sede delle competizioni del club, che ora milita in Championship, seconda divisione del campionato inglese, rappresentò un passo in avanti notevole per le ambizioni del club.
Nato con il naming sponsor Reebok, l’azienda d'abbigliamento che all’epoca aveva i suoi uffici proprio in città, e rimasto tale fino al 2014 per poi passare a Macron fino all’attuale denominazione Toughsheet Community Stadium, l’impianto può ospitare 28 mila persone e ha integrato nel complesso anche un albergo: il Bolton Stadium Hotel.
La struttura vanta la vista sul campo da gioco e appartiene al brand internazionale Radisson Individuals che raccoglie attività ricettive indipendenti. Un pacchetto, quello tra stadio e hotel a quattro stelle, che delinea ancora una volta come gli investimenti dei Leiweke privilegino club con annesse strutture sportive che si prestano all’entertainement e all’hospitality offrendo a tifosi, club e sponsor un’attrattiva e un’opportunità di monetizzazione maggiore rispetto alla concorrenza.
Necessità che il Bolton, come molti altri club di Championship, ha in cima alla lista, considerano che registra annualmente perdite superiori ai 10 milioni di sterline. Ed è proprio qui che l’arrivo dei proprietari del Venezia potrebbe rappresentare una svolta nella gestione e nel rinnovamento dell’impiantistica mirati a rimpolpare le casse della società.
La quota
C’è da sottolineare, però, che pur non avendo rivelato il valore della quota acquisita, secondo alcune indiscrezioni, si può collocare in un range massimo del 30%. L’IFR (Indipendent Football Regulator), l’autorità pubblica e indipendente istituita dal governo del Regno Unito per vigilare sul calcio professionistico maschile inglese, starebbe effettuando dei controlli sulle attività del magnate americano solo sotto il profilo amministrativo e non legato al controllo diretto sul club, analisi che vengono fatte solo quando la quota acquisita ha appunto un valore al di sotto del 30%.
Dall’altra parte è lo stesso club che ha certificato l’inserimento in minoranza con un comunicato stampa congiunto tra gli attuali vertici e la società proprietaria del Venezia. «Eravamo a Wembley per assistere alla promozione del club in Championship, e il sostegno che abbiamo visto dai tifosi quel giorno ci ha detto tutto ciò che dovevamo sapere sul Bolton Wanderers e su questa comunità», ha affermato Tim Leiweke.
«Siamo qui per onorare questa eredità e questi tifosi e per portare questo club a un livello superiore. Metteremo a frutto il meglio di ciò che abbiamo imparato come partner di molti team leader a livello mondiale per rendere il Bolton Wanderers più forte che mai».
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