Venezia Calcio, l’ex attaccante Bazzani: «Questa squadra stupirà»

L’ex vice allenatore arancioneroverde all’epoca di Serse Cosmi non ha dubbi sul futuro, il club lagunare ha dimostrato di avere basi solide per mantenere la categoria: «Ho un profondo legame con la piazza e la squadra, si meritano la Serie A»

Lucia Anselmi
Fabio Bazzani quando giocava, in azione con il Venezia contro il Pescara
Fabio Bazzani quando giocava, in azione con il Venezia contro il Pescara

È bolognese, ma Fabio Bazzani porta sempre con se un pezzo di laguna nel cuore. L’attaccante, dopo una prima apparizione nella stagione 1997-98, è stato tra i protagonisti della promozione in Serie A nel 2001 tornando poi sulla panchina del Venezia come vice allenatore di Serse Cosmi nel 2019.

Ora, commentatore tecnico di Dazn, guarda con ottimismo al ritorno nella massima categoria del club arancioneroverde.

Bazzani che impressione le ha fatto il Venezia in questa stagione appena conclusa?

«Ho visto una squadra forte che aveva tutte le carte in regola per vincere il campionato di Serie B e lo ha fatto meritatamente senza mai disunirsi. Il Venezia aveva qualcosa in più delle avversarie, il gruppo era saldo e affiatato, il Penzo era diventato un fortino inespugnabile e la società ha fatto tutte le scelte giuste a partire dall’allenatore. Per quello che si vedeva in campo la promozione era pronosticabile, ma diciamoci la verità il campionato cadetto è una maratona e basta poco per non centrare l’obiettivo, mentre Stroppa e i suoi ragazzi non lo hanno mai perso di vista facendo un lavoro straordinario».

Ha parlato di collettivo, ma c’è un giocatore che l’ha colpita di più?

«Doumbia mi ha stupito, si vedeva che faceva la differenza ed è un giocatore di altissima qualità. Insieme a lui Adorante e Yeboah sono stati fondamentali, ma la vera forza lo ripeto è stato il collettivo. Stroppa ha creato un gruppo vincente dandogli un’identità ben precisa che si è tradotta nei risultati visti durante la scorsa stagione. La rosa era di grande livello, ma avere un allenatore come lui è stato il vero valore aggiunto. Gli faccio i miei complimenti e sono molto felice che la società abbia deciso di proseguire il cammino con lui perché se lo merita».

Doumbia piaceva molto ad altri club di Serie A, pensa che avrebbero dovuto fare qualcosa di più per provare a far rimanere un talento simile nel nostro calcio?

«Vede il nostro campionato sente la forte concorrenza di quelli esteri che hanno risorse elevate e sinceramente mi aspettavo che avrebbe ricevuto tantissime offerte perché la sua annata è stata impressionante quindi era logico che sarebbe arrivata una proposta come quella dello Sporting. Mi auguro, ma ne sono certo, che la società saprà operare sul mercato nella maniera migliore per sostituirlo e dare continuità a una programmazione che, fino a questo momento, si è dimostrata impeccabile».

La Serie A parte con un incontro alla pari contro il Lecce dell’ex allenatore lagunare Eusebio Di Francesco, cosa si aspetta?

«Sono molto contento che Di Francesco sia riuscito centrare la salvezza con il Lecce, le sue squadre giocano molto bene e anche quando era stato a Venezia aveva fatto vedere delle belle cose, ma purtroppo il calcio è fatto di episodi e in massima serie anche il minimo errore può rivelarsi fatale. Penso che sarà un piacere ritrovarlo al Penzo e credo sia anche bello ritornare in Serie A partendo con un bel amarcord. Iniziare con una partita così è positivo per il Venezia, di solito alle neopromosse capita sempre una squadra di prima fascia, mentre in questo caso c’è una diretta avversaria quindi avvio migliore non potrebbe esserci, anche se poi sarà il campo a parlare».

Secondo lei come sarà questo ritorno in A del Venezia?

«Può stupire. Penso che questa sarà una stagione diversa dalle altre perché è evidente che la società è determinata a rimanere e a consolidare la posizione in Serie A. Non sarà facile e questo è ovvio, ma non credo neppure che sarà un campionato in cui la squadra si troverà sempre a soffrire per rincorrere la salvezza. Di solito il destino delle neopromosse è quello, ma questo Venezia ha alle spalle un club ambizioso che sta facendo una programmazione precisa e credo che non abbia alcuna intenzione di ritrovarsi a fare da “ascensore” su e giù tra la A e la B».

I suoi anni a Venezia sono stati importanti, la piazza è molto legata alla sua figura, lei cosa si porta dietro di quel periodo?

«È un pezzo importante di me. Ho un legame profondo e forte con il Venezia e con Mestre dove ho vissuto. Lì ho trascorso due stagioni prima con Novellino e dopo con Prandelli indimenticabili. Perfino nel periodo che ho passato come vice di Serse (Cosmi) dove abbiamo perso ai playout con Salernitana, per poi venire ripescati successivamente, non ho mai sentito mancare il calore e l’affetto della piazza nei miei confronti. Sarà sempre una parte della mia vita e sono stato davvero molto contento di vedere la squadra nuovamente in Serie A perché i tifosi, la città e il club se lo meritano. Non vedo l’ora di poter commentare le partite del Venezia e mi auguro che possa vivere una grande stagione».

 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia