Calcio Venezia, Antonelli: «La continuità sarà l’ingrediente per salvarci»

Il direttore sportivo: «Due anni fa abbiamo perso la categoria, non la rotta. La promozione è arrivata perché questo club ha un’identità molto forte. E la conferma tecnica sarà un valore aggiunto rispetto al recente passato»

Michele Contessa
Filippo Antonelli e Giovanni Stroppa, direttore sportivo e allenatore del Venezia, alla prima conferenza stampa della stagione prima del ritiro (foto Pòrcile)
Filippo Antonelli e Giovanni Stroppa, direttore sportivo e allenatore del Venezia, alla prima conferenza stampa della stagione prima del ritiro (foto Pòrcile)

«Vogliamo essere ambiziosi, ma non presuntuosi»: è questo il biglietto da visita all’inizio della nuova stagione del direttore sportivo e general manager del Venezia, Filippo Antonelli, al rientro dopo la trasferta a Siviglia per definire l’accordo con Akor Adams. «Quando l’ambizione coincide con il duro lavoro, la programmazione e il senso di responsabilità, non è presunzione. Vorrei che il Venezia prendesse spunto dalle radici della città, che è un miracolo della natura e dell’uomo: Venezia ha saputo costruire negli anni la sua identità, quella che sembrava una città debole, è diventata una realtà che dura da secoli».

L’obiettivo è conservare la Serie A che è subito svanita nelle ultime due apparizioni nel massimo campionato. «Inizia una nuova stagione e ci prepariamo a giocare in Serie A, intanto la società ha rinnovato il contratto di Stroppa per tre stagioni con opzione per il quarto anno», ha spiegato Antonelli. «Quando siamo retrocessi due anni fa, ho sempre sostenuto che avevamo perso la categoria, ma non la rotta. Questa promozione non è arrivata in una singola notte o in una singola partita, quando un club non perde le proprie identità e visione, la sua credibilità va ben oltre al risultato creando un senso di appartenenza molto forte».

Dopo le precedenti promozioni nel 2021 e nel 2024, il Venezia non è mai riuscito a conservare la Serie A. «Sappiamo che ci aspetta una grande sfida», ha confessato, «entriamo in un altro mondo, ci misureremo con un livello ancora più alto di giocatori. Affronteremo squadre che saranno impegnate in coppe europee, ma anche con squadre che giocano da tanti anni la Serie A. Per questi motivi vogliamo provare a disputare una stagione solida fatta di tanto lavoro. Stiamo allestendo una rosa il più competitiva possibile per quelli che sono i nostri obiettivi, crediamo molto nella nostra identità tecnica e nel nostro allenatore».

Se la partenza di Doumbia era scontata, quella di Svoboda un po’ meno. «Un po’ me l’aspettavo perché aveva sempre voluto rinnovare di anno in anno, ho sempre pensato che avesse il desiderio di andare a misurarsi in altri contesti, ed è arrivato il Brighton».

Venezia si ripresenta in Serie A con presupposti più solidi. «Non dovremo mai perdere la bussola nei momenti di difficoltà, ma gli elementi positivi non mancano rispetto al passato. Innanzitutto la stessa guida tecnica, come non era avvenuto due anni fa, e tanti giocatori conoscono già il suo modo di giocare. Inoltre siamo già riusciti a operare diversi innesti, mentre in passato siamo sempre arrivati agli ultimi giorni di mercato e punto a consegnare al mister la squadra al completo il prima possibile. Stiamo operando come l’anno scorso inserendo giocatori prima di cedere».

Al Venezia, che pochissimi anni fa si era trovato sull’orlo del baratro con una situazione economica disastrosa, il lavoro di Antonelli e l’ingresso di nuovi soci hanno permesso di risanare i conti. Adesso il club è solido e lo si è visto negli investimenti fatti finora. «Avverto un grande senso di responsabilità, dobbiamo dimostrare di essere bravi anche nello spendere bene. Il nostro obiettivo è sempre quello di creare valore, mi auguro che le spese fatte procurino un valore aggiunto al club».

 

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