Bocalon, un gol che resterà nella storia

Calcio. Il bomber di Castello ha portato l’Alessandria ai quarti di Coppa Italia: «Ma ricordo anche le reti segnate a Venezia»
Di Simone Bianchi
Alessandria's Riccardo Boccalon (R) scores the goal 1-2 during the Italian Cup quarter round soccer match Genoa Cfc vs Us Alessandria at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 15 December 2015. ANSA/ LUCA ZENNARO
Alessandria's Riccardo Boccalon (R) scores the goal 1-2 during the Italian Cup quarter round soccer match Genoa Cfc vs Us Alessandria at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 15 December 2015. ANSA/ LUCA ZENNARO

ALESSANDRIA. Da 31 anni una squadra di terza serie non raggiungeva i quarti di finale di Coppa Italia, e l’impresa compiuta martedì dall’Alessandria allo stadio Marassi contro il Genoa, ha già connotati storici.

Che i “grigi” siano in un momento di grazia, si sa, forse di meno che a compiere il capolavoro in terra ligure abbia avuto un ruolo fondamentale un manipolo di ex arancioneroverdi. Intanto il gol vittoria, quel 2-1 al 114’ durante il secondo tempo supplementare, porta la firma di un veneziano doc: Riccardo Bocalon. Poi va ricordato che al timone della squadra c’è un certo Angelo Gregucci, che in laguna i tifosi si ricordano bene. Un po’ meno Sosa e Marconi in campo, dopo il loro passaggio un paio di stagioni fa sull’erba del Penzo.

Poco importa, però, perché l’Alessandria ha aggiornato il libro delle sorprese calcistiche annesso a quello dei ricorsi storici, e ora attende nei quarti lo Spezia, che ieri altrettanto a sorpresa, ha eliminato la Roma di Garcia. «Avremmo voluto la Roma, perché vogliamo confrontarci con i più forti, sempre», assicura Bocalon, bomber dell’Arsenale che ricorda sempre con affetto i suoi trascorsi con la maglia del Venezia. «Siamo consapevoli di aver fatto qualcosa di grande a Genova, così come a Palermo in precedenza. L’Alessandria è una squadra in gran forma, con in testa l’obiettivo della promozione in Serie B, e la Coppa Italia per noi resta un sogno da vivere un turno per volta, consapevoli che si parte sempre dallo 0-0 e abbiamo le nostre chance».

La formazione piemontese è attualmente in testa al girone A di Legapro, e sta mettendo anima e cuore in campo ad ogni sfida. «Questo successo di Marassi ovviamente è il più bello, ma penso anche alla vittoria in campionato sul Pavia arrivata solo al 93’», aggiunge Bocalon, «siamo tosti, concentrati, in crescita e con ampi margini di miglioramento. Il gruppo è affiatato e ha fatto quadrato attorno a Gregucci. Da quando è arrivato siamo riusciti a capire il suo sistema di gioco, e ora se ne vedono i frutti». Alessandria che vola, e con lei anche i tifosi. In 2.500 hanno gioito a Genova, in tantissimi hanno poi riempito la curva del Moccagatta per festeggiare il ritorno dei propri beniamini in città. E Bocalon racconta il suo gol: «Sono entrato al 63’ al posto di Marconi, ma il Genoa ci ha ripresi allo scadere dei regolamentari con Pavoletti. Ho segnato poi al 114’ grazie a una triangolazione con Marras che ha tagliato fuori Burdisso, e mi ha messo solo davanti alla porta spalancata. Ma vorrei ricordare cosa ha fatto Manfrin, che ha giocato 20’ con uno stiramento nei regolamentari. Poi abbiamo giocato in dieci, ma ne siamo usciti alla grande».

E il Venezia? «Lo seguo sempre e ci mancherebbe. Questo gol al Genoa rimane di sicuro uno dei più importanti della mia carriera, ma sul podio personale ci metto anche quello fatto a Portogruaro per il Venezia contro il Monza, oppure la tripletta decisiva nei playout con il Viareggio contro il Cosenza. Però, se ci ripenso, tutti i gol in maglia arancioneroverde rimangono indimenticabili».

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