«Aspettiamo le decisioni del giudice»
JESI. «Abbiamo cercato di fare tutto il possibile per giocare questa partita, ma presentare la riserva scritta non è per danneggiare gli avversari, solo per cautelarsi da possibili ricorsi di altre squadre partecipanti al torneo, che ci avrebbero potuto accusare di agevolazioni verso il Net.Uno». Massimo Coltorti, presidente della Jesina, spiega così la decisione del suo club. «Crediamo che non sia colpa del Net.Uno se il campo era in quelle condizioni, e i dirigenti si sono prodigati per sistemarlo con secchio e pennello. Però, lasciatemelo dire: abbiamo partecipato al campionato per quattro anni nel girone sud, siamo andati a Bari, Napoli e Capo d’Orlando, ma una scena del genere non l’avevamo mai vista. L’arbitro poi ha deciso di non far disputare la partita, e ora ci atterremo alle decisioni del giudice sportivo. Forse il presidente del Net.Uno non sa che da noi non possono tornare a giocare. Siamo dirette avversarie nella salvezza, e si rischierebbe di falsare il campionato. Però è bene che si sappia anche che, nei giorni scorsi, avevamo scritto una lettera ufficiale sia a loro che a Roma, sollevando il problema della concomitanza con il Carnevale. Tanto che siamo stati costretti a noleggiare un traghetto privato a Fusina per raggiungere il Lido, cosa che ci è costata quasi mille euro. Si poteva giocare in terraferma ma non è stato trovato un altro campo. Fosse successo a Jesi, avrei denunciato direttamente il mio Comune». Così il conto delle spese ammonta a oltre tremila euro tra viaggio in pullman, pranzo, cena e traghetto. Di mezzo la delusione per come è finita. «Che nel 2014 si vedano ancora cose del genere è assurdo» aggiunge il presidente, «ma continuo a credere che non sia colpa del Net.Uno».
L’allenatore della Jesina Emanuele Iencinella, che nella vita fa il giornalista, sul sito del club marchigiano ha scritto un articolo dettagliato per raccontare la disavventura. Aggiunge che «in simili situazioni è molto probabile che arrivi la vittoria a tavolino, ma in questo momento non ci voglio pensare. Non c’erano comunque i presupposti per poter giocare. Il campo era allagato e c’è grande rammarico. Queste sono cose che fanno male al movimento, a un calcio femminile afflitto ovunque lo si giochi. Ci sentiamo trascurati. Non avrei problemi a giocarla ancora questa partita, ma non dipende da noi. Faremo ciò che dirà il giudice sportivo». (s.b.)
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