Filippo Antonelli, ecco chi è l’ingegnere della promozione del Venezia

Il direttore sportivo è a Venezia dal 2022 ed ha rinnovato il modo di fare calcio, creando un tutt’uno tra club e tifosi. Non sta tanto dietro la scrivania, è piuttosto un uomo di campo: così la squadra è diventata un progetto che respira con la sua città e il territorio

Giuseppe Malaguti
Filippo Antonelli, direttore sportivo del Venezia
Filippo Antonelli, direttore sportivo del Venezia

Se il Venezia ha vissuto una stagione magica coronata con la splendida promozione in Serie A, parte del merito va dato alla visione manageriale e alla concretezza di Filippo Antonelli. Arrivato in un momento delicato, nel novembre 2022, ha saputo trasformare una situazione sportiva e societaria molto complessa in un modello di efficienza.

Non è solo un direttore sportivo, ma una vera guida societaria che ha saputo ridare un'identità tecnica chiara alla squadra.

Meraviglioso Venezia, la Serie A è tua
L'esultanza del Venezia per la promozione (foto Editoriale Report)

Sostenibilità

Un mercato sostenibile e intelligente sono essenziali per un club come il Venezia. In un'epoca di restrizioni finanziarie per molti club, la ricetta di Antonelli e stata molto chiara: sostenibilità prima di tutto, ma sempre con l’obiettivo di competere in alto. Il dirigente lagunare ha operato con precisione chirurgica.

Ha saputo valorizzare giovani talenti e pescare profili funzionali al gioco di Giovanni Stroppa, spesso anticipando la concorrenza. È riuscito a trattenere e motivare giocatori chiave facendoli sentire parte integrante di un progetto a lungo termine, nonostante le sirene del mercato.

A differenza di molti colleghi, che vivono solo di uffici e telefoni, Antonelli vive il quotidiano. La sua presenza costante agli allenamenti e il dialogo continuo con i giocatori e i tifosi hanno creato quel senso di appartenenza che spesso fa la differenza tra una buona squadra e una squadra vincente. Il Venezia non è solo una squadra, è un progetto che respira con la sua città e il suo territorio. Questa è la filosofia che Antonelli è riuscito a trasmettere a tutto l'ambiente arancioneroverde.

Equilibrio

Non solo un equilibrio economico da tempo ritrovato, anche grazie all’arrivo di nuovi soci, ma un costante equilibrio altresì nell’atteggiamento che è stato alla lunga un plus per il Venezia. La tenuta mentale, in un mondo umorale come quello del calcio, dove si passa dall'esaltazione al dramma nel giro di 90’, la dote più rara di Filippo Antonelli è proprio la sua stabilità emotiva.

Lo scudo contro le pressioni negative è stato fondamentale. Quando i risultati tardano ad arrivare, Antonelli non ha mai cercato colpevoli, ma soluzioni. Questo ha permesso all'allenatore e alla squadra di lavorare senza l'ansia del licenziamento imminente, mantenendo la barra dritta sul progetto tecnico.

Lo stesso discorso vale per la gestione dell'entusiasmo. Nei momenti di euforia, come dopo le grandi vittorie o i balzi in classifica, il ds del Leoni è il primo a predicare calma. Sa che il calcio d'alto livello sono maratone, non sprint: mantenere i piedi per terra evita quei cali di tensione che spesso costano caro a fine stagione.

Infine la coerenza decisionale. Le sue scelte di mercato o di rinnovo non sono mai dettate dall'emozione del momento. Ogni mossa è figlia di una programmazione iniziata mesi prima. Questo trasmette ai giocatori un senso di sicurezza e serietà.

Futuro

Certamente Antonelli ha dimostrato di saper bilanciare perfettamente l'urgenza del presente con la visione verso il futuro. L'obiettivo primario è stato blindare i pezzi pregiati e da questo punto di vista il Venezia si è mosso per tempo. Pensare al futuro significa capire chi fa parte del progetto tecnico a prescindere dalla categoria e chi, invece, potrebbe generare quelle plusvalenze necessarie per autofinanziare il mercato.

Il primo tassello è di rinnovare il contratto di Giovanni Stroppa: con la promozione avvenuta si rinnova automaticamente. Si riparte quindi dal tecnico che ha guidato gli arancioneroverdi in A. Sicuramente la scelta finale del dirigente lagunare sarà continuare il progetto con l’attuale tecnico. Una sinergia completa tra allenatore e direttore sportivo che ha dato equilibrio a tutta la squadra.

Il tempo di festeggiare la promozione, ma il dirigente del Venezia è da tempo attivo sul mercato per rinforzare in modo concreto la rosa per la massima categoria. Il traguardo raggiungere della A è solo il primo passo, ma la volontà ferrea è quella di restarci senza considerare il Venezia, come successo in passato, tra i candidati alla retrocessione. E se anche fosse, dimostrare che i pronostici degli addetti ai lavori sono sbagliati. 

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