Ambrosin tocca la serie A «Derthona, che annata!»

JESOLO
Cresciuto nel settore giovanile della Reyer, sbocciato a Jesolo e promosso in Serie A con Derthona.
Lorenzo Ambrosin non ha ancora compiuto 24 anni, ma le idee le ha chiarissime sul suo futuro. Due obiettivi su tutti: passare gli ultimi cinque esami e laurearsi in Economia aziendale, e riuscire a calcare i parquet della Serie A.
Sì, perché oggi è di fatto un free agent, dal momento che il club piemontese non lo ha confermato dopo il salto di categoria, virando su un diverso sistema di gioco per la prossima stagione.
«Succede, fa parte dello sport», commenta lo stesso giocatore jesolano. «Con il mio agente stiamo valutando varie ipotesi alternative. C'era stato un interessamento di Trieste, ma la trattativa si è fermata, quindi vedremo nei prossimi giorni quali opportunità arriveranno».
L'ultima stagione, con il Derthona, è stata intensa e molto complessa.
«E' vero», prosegue l'esterno classe 1997, «arrivo da oltre cinquanta partite, con la Supercoppa giocata in ottobre e il campionato di A/2 iniziato a novembre e terminato solo pochi giorni fa. Ho iniziato alla grande, giocando tanto e venendo nominato giocatore del mese in dicembre. Con il Derthona abbiamo fatto 13 vittorie di fila, stabilendo il record per il torneo. Poi, per una serie di motivi tra infortuni e cambi di giocatori, il mio minutaggio è diminuito, ma abbiamo meritato la promozione. Tanto più in un playoff tiratissimo, con quasi tutte le partite risolte negli ultimi secondi, e battendo in rimonta Torino nella serie di finale, un derby sentito da tutti gli amanti del basket piemontese».
Intanto, però, sottolinea il grande momento per la pallacanestro veneta.
«Il nostro basket sta tornando a emergere alla grande. Il lavoro duro degli ultimi anni sta pagando. Venezia è ormai un polo trainante per tutta la regione, e in tanti ambiscono a raggiungere quella prima squadra. Treviso sta vivendo un incredibile rilancio, anche del proprio settore giovanile. La stessa Verona (in A/2) vuole salire di categoria, ha tutto per riuscirci e restarci. Sta tornando il basket delle città con maggiore tradizione, e i bambini ne hanno bisogno per essere motivati nell'affrontare questa disciplina. Una sorta di relazione d'amore, con il movimento che cresce sempre di più».
« Cosa devo migliorare in me stesso? Soprattutto il fisico», conclude Ambrosin, «devo diventare più forte, resistere meglio ai contatti. Ora sono seguito a livello atletico dal friulano Luigino Sepulcri, ma posso fare di più anche tecnicamente: nelle letture e nel pick and roll, perché sono ancora troppo istintivo. A chi devo di più? Al general manager di Agrigento, Cristian Mayer, pure lui jesolano. Una guida autentica per me, essendo stato anche giocatore ad alti livelli. Nei miei tre anni in Sicilia ho imparato tantissimo proprio da lui. Mi ha aiutato sotto molteplici punti di vista, un autentico mentore per la mia crescita nella pallacanestro che conta». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia