Brugnaro-Recalcati, separati in casa

MESTRE. Tre notti e due giorni in silenzio, a meditare in famiglia, a Cantù, prima di rientrare a Mestre. La tempesta di mercoledì sera, quando il “patròn” Brugnaro è entrato nello spogliatoio durante l’intervallo della partita con lo Zenit attaccando pesantemente Recalcati e provocando la comprensibile reazione del coach granata, ha lasciato il segno, ma tutti i soggetti rimangono al loro posto. «Mi dispiace aver lasciato il Taliercio senza parlare, ma sono abituato a riflettere, senza agire d’istinto o quando sono arrabbiato» ha spiegato ieri pomeriggio il tecnico della Reyer, «è accaduto un fatto increscioso, antipatico, ma sono più di 50 anni che sono in questo ambiente, come giocatore e come allenatore, e ne ho vissuti direttamente e indirettamente tanti. Sono episodi che non dovrebbero accadere, lo spogliatoio è sacro, è il luogo dove staff e giocatori sono i padroni. Ed è comprensibile augurarsi che non accada più».
Recalcati non ha mai agito d’istinto anche perché l’istinto poteva essere cattivo consigliere. «No, mai pensato di andarmene sul serio, uno che agisce d’istinto forse lo avrebbe fatto» aggiunge. E sempre si è contraddistinto per la signorilità e la professionalità nei rapporti. Ma nemmeno può incassare e basta (“Per litigare bisogna essere in due, quando vieni attaccato è logico che uno risponda”) e tenta di smorzare i contenuti proiettandosi solo sulla Reyer. «Proprietari, presidenti, allenatori, dirigenti e giocatori passano, la Reyer resta e noi dobbiamo pensare unicamente a ottenere i migliori risultati a livello sportivo in campo e a dare un’immagine positiva del club in giro. Un club storico e di tradizione, a cui sono profondamente legato». Un rapporto non più idilliaco, comunque, tra il patròn Brugnaro e Recalcati. «No, in questi due giorni non l’ho sentito» aggiunge il coach, «separati in casa? Ho l’esperienza e la maturità per lasciarmi tutto alle spalle. Per quanto mi riguarda, la Reyer viene prima di tutto: chiedo ai giocatori di mettere da parte le esigenze personali per il bene comune, quindi devo essere io il primo a dare l’esempio».
Sulle presunte offese personali ricevute, Recalcati glissa da signore. «Di questo episodio si è parlato anche troppo, tutti dobbiamo essere capaci di mettercelo alle spalle». Non sono mancati gli attestati di stima, segno che lungo il suo lungo percorso sportivo Recalcati ha seminato bene. «La squadra è compatta: chi direttamente, chi con un messaggio, chi con una pacca sulla spalla, mi ha fatto sentire la sua vicinanza. Perché è accaduto? Brugnaro ha sempre vissuto con grande partecipazione le partite, è fatto così. Ci rivedremo qua al Taliercio, adesso ha anche molti impegni in più, ma quando può, viene a trovarci, sono quelle le occasioni per parlare di tante cose, problemi compresi. Comunque c’è sempre Casarin presente, come nostro referente, che poi ci confronta direttamente con Brugnaro».
Intanto Green, Tonut e Bramos parteciperanno stasera a Trento all’All Star Game 2016, l’ala greco sarà anche protagonista nella sfida da 3 punti.
Michele Contessa
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