Da Sottomarina alla Cornovaglia per urlare «forza Truro»

Jacopo Ghirardon, 19 anni, tifa per una squadra inglese di dilettanti. E al Treyew Road è diventato un personaggio

SOTTOMARINA. Juventus, Milan, Inter ? Neanche a parlarne. Meglio il calcio inglese, con tutto il suo fascino. E allora Arsenal, Chelsea o uno dei due Manchester? No. Truro forever. Truro City Football Club. E chissenefrega se gli amici parlano di scudetti o di coppe. Jacopo Ghirardon non si fa coinvolgere. 19 anni, “marinante”, passione del calcio nel sangue trasmessa dal papà juventino convinto, un interesse per la cultura celtica, la scoperta di questo piccolo club della Cornovaglia, una scoperta fatta su internet proprio nei giorni in cui il ChioggiaSottomarina rinunciava ad iscriversi alla serie D. Jacopo è già andato qualche volta a vedere il suo Truro, e là è diventato un personaggio. Il tifoso italiano che arriva da Venezia (sarebbe Sottomarina, a dire il vero), foto, interviste sui giornali locali, e infine l’invito del club, la maglia regalata, le foto con i giocatori.

«Il Truro mi ha conquistato» racconta Jacopo, in questi giorni costretto a pensare un po’ meno al Truro e un po’ di più a Pirandello, vuoi mai che il compito della maturità... «Mi piace il loro dialetto cornico, quel tipo di calcio e non mi interessa se la squadra gioca in South Conference, che equivale alla nostra sesta serie. La prima volta? Lo scorso novembre, mascherata da vacanza, ho convinto anche mio padre a vedere Truro- Tonbridge. Lui ha visto le finali di Coppa della Juve, ma sono sicuro che ha apprezzato lo stesso. Con Facebook e i vari forum ho fatto amicizia con altri tifosi, ora quando vado a Truro sono tra amici, vecchi e giovani, famiglie, il gruppo dei TISA , che sta per Truro Indipendent Supporter Association».

E prime pagine dei giornali locali. «Quella è stata una sorpresa anche per me. La squadra è piccola, uno che arriva dall’Italia, vicino a Venezia, per vedere la partita fa notizia. Alan Alger, giornalista quotato da quelle parti, mi ha fatto una serie di domande. E ho scoperto che da quel giorno ci sono molti contatti in più dall’Italia».

L’incontro con la squadra? «Grande emozione» continua Jacopo «ma anche loro erano curiosi di conoscermi. Ho le foto con tutti, da mister Hodges ad Jake Ash, al capitano Barry Hayles, giamaicano. Io ho parlato a loro di Chioggia, magari un giorno venissero per una amichevole da noi».

E’ dura convincere gli amici ad una trasferta a Truro, che pure è il paradiso dei surfisti e , per gli amanti della musica, patria di Roger Taylor, batterista dei Queen.

«Durissima, ma non mi arrendo, sennò pazienza, vado da solo. Se mi vanno bene gli esami di maturità a casa sanno già che regalo farmi...».

Non era più facile tifare Chelsea? «Le grandi squadre sono fenomeni di massa, vai allo stadio e i tifosi sono di tutto il mondo, anche giapponesi. Però non conosci il tuo vicino di posto. Preferisco i miei amici di Treyew Road. La prossima volta punto alla doppietta, loro giocano al sabato e a volte il martedì. C’è la “No League Day”: quanto il campionato è fermo per la nazionale, gli abbonati delle grandi squadre possono andare a vedere le piccole. Ci sarò, con la sciarpa rossonera, colori antichi del club, e la maglia bianconera-oro, colori della Cornovaglia».

Carlo Cruccu

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