Venezia, infermieri e oss protestano durante il convegno regionale: «Picchiati, sfruttati, sottopagati. Tutelateci»
Il presidio fuori dal palazzo che ospita la giornata sulla carenza di personale e sulle sfide che la sanità deve affrontare.
L’assessora Lanzarin: «Situazione difficile, cerchiamo soluzioni»

“Picchiati, sfruttati, sottopagati, i sanitari vanno tutelati” questo il grido di infermieri, oss e sindacalisti della Cgil Fp, arrivati la mattina di giovedì 7 ottobre a Venezia per manifestare sotto la scuola grande di San Giovanni Evangelista, dove si tiene il convegno organizzato dalla Regione e dalla Fondazione Scuola di Sanità pubblica sulla carenza di personale e sulle sfide che la sanità deve affrontare in tal senso.
L’assessora regionale alla sanità Manuela Lanzarin non fa mistero delle difficoltà che il sistema sanitario nazionale sta vivendo, anche in Veneto.
«I numeri impongono la riflessione su come un domani riusciremo a garantire i servizi, rispondere alla domanda della popolazione» ha commentato, sottolineando come questo non sia di certo un momento semplice, «la pandemia ha accelerato le difficoltà e fatto emergere i problemi, ora servono soluzioni».
Su quali siano, le posizioni sono diverse.

Le soluzioni all’emergenza
Per la Cgil, la soluzione parte dalla revisione contrattuale.
«Salario, burnout e concorrenza con le strutture private sono le principali cause della carenza di personale» spiega Ivan Bernini, segretario generale della Cgil Fp del Veneto, «bisogna partire dal rinnovo dei contratti scaduti da tre anni e provvedere con un piano straordinario di assunzioni. La Regione stanzia cinque milioni per tre anni per il salario accessorio dei dipendenti delle aree più disagiate, ma oggi non ci sono zone senza disagi, e quei soldi servivano per le assunzioni».
Per l’assessora Lanzarin, invece, non è solo un problema contrattuale.
«Non è solo la parte retributiva il problema», spiega davanti alla sala gremita, dove non mancano i direttori generali delle varie Usl, «ma anche l’organizzazione, la flessibilità, i carichi di lavoro, l’invecchiamento popolazione. Dovremo cambiare paradigma».
Il presidio dei sindacalisti
Non convince, però, il presidio di sindacalisti che alza i cartelli verso il cielo. “Non servono convegni e analisi, servono aumenti contrattuali”, “Lanzarin non son codeghin” recitano.
Per loro, il piano strategico della Regione, avviato lo scorso agosto, non basta.
«L’ha detto la Lanzarin stessa, in una delibera: c’è una prospettiva di carenza strutturale per i prossimi dieci anni che riguarderà dai 3mila ai 10mila infermieri», prosegue Bernini, sottolineando che, con questi numeri, si rischia la chiusura di almeno quattro o cinque ospedali in Veneto.
“La sanità pubblica non si tocca, siamo pronti alla lotta” promettono a gran voce, dandosi appuntamento per il prossimo 29 novembre, giorno di sciopero generale.
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