Venezia, acqua verde in Canal Grande a Rialto
L’azione degli attivisti del clima di Extinction Rebellion, srotolato uno striscione dal ponte. Brugnaro su tutte le furie: «Li denunciamo»

Acqua verde a Rialto. Gli attivisti di Extinction Rebellion colorano con la fluoroscerina - una soluzione salina completamente naturale che in un’ora dovrebbe sparire - il Canal Grande all’altezza del ponte di Rialto e, imbragati, sospesi tra il ponte e l’acqua, calano uno striscione con la scritta “Cop28: mentre il governo parla noi appesi a un filo”.

Diversi anche i cartelli appesi, “una politica che ignora la scienza sui gravi rischi ecologici, climatici e sociali per il pesce, che finanzia i combustibili fossili e ci offre solo un dono: la nostra estinzione”.
L’episodio ha richiamato alla memoria quando avvenuto durante la giornata della Vogalonga, lo scorso giugno, quando Venezia si era alzata con il Canal Grande tinto di verde.
Sul posto la polizia.
E’ il secondo blitz degli attivisti del clima a Venezia nell’ultima settimana. Il 7 dicembre alcuni attivisti hanno imbrattato la basilica di San Marco spruzzando una miscela di acqua e Nesquik con degli estintori, provocando la reazione indignata della politica.
Brugnaro, «Spero che gli eco-vandali finiscano in galera»
«Ancora gli eco-vandali! Abbiamo dovuto interrompere il pubblico servizio per precauzione, visto le loro acrobazie e le loro bravate; stavolta li denunciamo anche per 'interruzione di pubblico servizio' e speriamo tanto che in galera ci finiscano proprio». Così commenta Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, il blitz degli attivisti
Ancora gli eco-vandali… abbiamo dovuto interrompere il pubblico servizio per precauzione, visto le loro acrobazie e le loro bravate … stavolta li denunciamo anche per “interruzione di pubblico servizio” e speriamo tanto che in galera ci finiscano proprio … pic.twitter.com/SKgxrwuxZ6
— Luigi Brugnaro (@LuigiBrugnaro) December 9, 2023
Blitz gemello a Roma: il Tevere si tinge di verde
Blitz ambientalista anche a Roma oggi da parte degli attivisti Extinction Rebellion che "con un colorante innocuo" hanno denunciato "l'ennesimo fallimento politico della Cop28 e dei governi mondiali nel contrastare la crisi climatica e la sesta estinzione di massa".

Il blitz è avvenuto all'altezza dell'Isola Tiberina. "Respira e poi ribellati con noi", c'è scritto sui volantini distribuiti ai passanti incuriositi affacciati sui ponti. I blitz sono stati ripetuti in molte altre città d’Italia
28 attivisti identificati per il blitz a Venezia
Ventotto gli eco attivisti fermati e identificati per il blitz a Rialto. Lo rende noto il Prefetto uscente di Venezia Michele Di Bari. «Un fatto grave che va stigmatizzato con estrema forza. La fragilità di Venezia e la sua bellezza sono da tutelare» ha dichiarato.
Rispetto alle conseguenze a cui gli attivisti potrebbero andare incontro, il prefetto spiega che sarà compito dell'autorità giudiziaria decidere, non si esclude la possibilità di denuncia per interruzione di pubblico servizio.
Infatti, la presenza degli attivisti imbragati e sospesi dal ponte di Rialto ha comportato lo stop della navigazione per un'ora e un quarto.
«Il dispositivo di sicurezza ha funzionato - aggiunge il Prefetto - il fermo della circolazione avrebbe potuto proseguire ma è stato fondamentale il tempestivo intervento delle forze dell'ordine».
La sinergia ha visto coinvolta la polizia locale, l'arma dei carabinieri, la guardia di finanza e la polizia di stato.
L’attacco degli attivisti: «Risposta della polizia spropositata»
«Le forze dell’ordine sono intervenute all’azione nonviolenta di Venezia in corso al Ponte di Rialto.
Dopo aver fatto spostare dal ponte gli attivisti di XR presenti, le forze dell’ordine hanno proceduto a identificare e portare in questura non solo le persone appese alla fiancata del ponte, ma anche attivisti presenti per fornire supporto o che stavano facendo foto e video per documentare lo svolgersi dell’azione».
I ragazzi hanno aggiunto: «Questa risposta della polizia è completamente spropositata, ed è parte di una lunga serie di tentativi di silenziare e intimidire i movimenti ambientalisti e sociali.
La COP28 sta seguendo un corso drammatico, il cambiamento climatico sta già devastando il nostro territorio, e i governi stanno buttando via altro tempo prezioso rifiutandosi di agire e lasciando il palco della cop ad amministratori delegati e lobbisti di compagnie fossili.
La disobbedienza civile nonviolenta e le proteste sono di vitali importanza per portare il cambiamento climatico e l’inazione dei governi nel dibattito pubblico, e per spingere il governo italiano e la regione veneto ad agire.
Lo Stato italiano è tenuto a tutelare il diritto umano di un clima stabile e sicuro, per la nostra generazione e quelle successive».
Non rimaniamo in silenzio, ci ribelliamo ad una politica che porta avanti la nostra estinzione, e continueremo finché non saremo ascoltati.
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