Valdegamberi nega i femminicidi, bagarre in Consiglio regionale
Il consigliere di Vannacci: «Il femminicidio sicuramente grave, ma come lo è qualsiasi omicidio». Zaia: «Vergognoso, lo dica guardando il figlio di una vittima». Consiglieri bipartisan contro la presa di posizione

La donna come «complementare all’uomo, integrata con sensibilità che l’uomo non ha». E che con l’uomo «completa una coppia, che è punto di riferimento per i figli». È questa la visione della donna portata martedì 30 giugno in Consiglio regionale dal consigliere di Futuro nazionale Stefano Valdegamberi. Questo per spiegare il suo punto di vista, che ripete quello del presidente del suo partito Roberto Vannacci.
E quindi la negazione del «reato di femminicidio», che è «sicuramente grave» – concede Valdegamberi – ma come lo è «qualsiasi omicidio». Anche perché, il paradosso portato in Aula dal consigliere, «se una lesbica toglie la vita a un’altra lesbica, la prima avrà una giustizia minore rispetto a un’altra donna uccisa dal marito». E poi, «bisogna guardare anche alle forme di violenza che riguardano l’uomo: che è separato, lasciato solo, depredato di tutti i propri beni, che va mangiare alla Caritas e magari non può nemmeno vedere i figli. Ci sono storie veramente tristi, che sono di violenza, e che portano gli uomini a suicidarsi».
Parole che hanno alzato un’ondata di polemiche bipartisan, da parte dei colleghi di Valdegamberi. Ben ventuno gli interventi, da parte di esponenti di tutti i partiti – escluso Resistere Veneto – rappresentati in Aula, tanto di destra quanto di sinistra. «Un discorso indegno. Tra negazionismo e sottovalutazione, uno sfregio politico contro un fenomeno drammatico» si legge nella nota congiunta diffusa dei consiglieri del Pd, che parallelamente hanno chiesto un potenziamento dell’Osservatorio contro la violenza sulle donne, di cui ieri è stato presentato il primo anno di lavoro.
E, dall’altra parte, il presidente dell’Aula Luca Zaia: «Chi nega il femminicidio guardi negli occhi i figli delle vittime. Il femminicidio descrive una realtà precisa: donne uccise dentro relazioni segnate da possesso, controllo, sopraffazione, incapacità di accettare la libertà. Cancellarla non è fare chiarezza, ma rimuovere il problema, annacquarlo, renderlo invisibile. Ed è una vergogna che ci siano uomini, anche con ambizioni politiche nazionali, che avanzano una simile proposta».
Ma a chiedere conto ai consiglieri di centrodestra è Carlo Cunegato (Avs): «La destra veneta che prende le distanze da Valdegamberi non è coerente con l’approvazione del ddl Valditara, che priva i ragazzi delle elementari dell'educazione sessuale e introduce il consenso dei genitori alle medie e alle superiori. Mentre la leghista Bongiorno ha cancellato il consenso libero e attuale».
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