Università a Padova, si torna a lezione. Un totem dell’Udu per raccogliere problemi e idee
Il pannello al Portello a disposizione degli studenti dell’Ateneo. Tra i problemi più ricorrenti quelli degli affitti alle stelle e degli anni universitari vissuti con l’ansia delle difficoltà economiche. Il coordinatore Nimis: «L’esigenza è di poter studiare e vivere a Padova in condizioni dignitose»

Nel primo giorno di lezioni, lunedì 28 settembre, i rappresentanti di Udu Padova hanno scelto di accogliere studentesse e studenti con un gesto simbolico: un grande pannello di compensato lasciato al Portello sul quale chiunque può scrivere un’idea, una richiesta o una proposta per immaginare un’Università migliore.
«Abbiamo voluto cominciare dal primo giorno di lezioni a parlare non soltanto dell’Università che abbiamo, ma soprattutto di quella che vorremmo avere», spiega Marco Nimis, coordinatore di Udu Padova, «Il prossimo anno l’Ateneo vivrà un passaggio importante con il rinnovo del rettorato. Crediamo che la discussione sul futuro dell’Università debba iniziare molto prima delle candidature e delle campagne elettorali: prima vengono le idee e i bisogni della comunità universitaria».
Dalle prime risposte raccolte emerge un quadro ampio. Si parla di salute mentale e benessere psicologico, diritto allo studio e costo della vita, affitti e residenzialità, qualità della didattica, spazi universitari, servizi e possibilità di vivere pienamente l’esperienza universitaria.
Tra i messaggi lasciati dagli studenti ricorre in particolare la difficoltà di trovare una stanza a un prezzo sostenibile, insieme alla richiesta di poter affrontare gli anni universitari senza vivere costantemente sotto il peso dell’ansia e delle difficoltà economiche.
«Sono temi diversi, ma raccontano tutti una stessa esigenza: poter studiare e vivere a Padova in condizioni dignitose», prosegue Nimis. «L’accessibilità economica e il benessere non possono essere affrontati soltanto attraverso interventi emergenziali o bonus sporadici. Servono programmazione, investimenti e una visione di lungo periodo».
Per Udu, quello avviato lunedì 28 settembre vuole essere soltanto l’inizio di una discussione che accompagnerà i prossimi mesi.
«Vogliamo che il dibattito sulla prossima Università di Padova parta dagli studenti e parta adesso. Prima ancora di conoscere chi si candiderà alla guida dell’Ateneo, vogliamo discutere di salute mentale, residenzialità, didattica, diritto allo studio, spazi e servizi. Quando arriveranno candidature e programmi, ci aspettiamo che si confrontino anche con queste domande. Il futuro dell’Università non può essere discusso soltanto quando arriva il momento di scegliere chi la governerà: deve essere costruito ascoltando, fin da oggi, chi l’Università la vive ogni giorno».
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