Turismo, stretta anti evasione sugli appartamenti in affitto

VENEZIA
Un codice obbligatorio per identificare gli appartamenti adibiti a locazione turistica. Lo imporrà presto la Regione, avendo verificato che il settore è in crescita, come l’abusivismo, sempre più diffuso. Nel Veneto il numero delle locazioni dichiarate è passato in un anno da 33 mila a 37.100. In realtà il fenomeno è molto più massiccio. Sono tante le attività non registrate o improvvisate. E in particolare a Venezia, città dove i turisti sfiorano quest’anno i 30 milioni, rischia di trasformare definitivamente il tessuto socioeconomico della città.
Adesso la Regione corre (in parte) ai ripari. E propone una modifica alla legge 11 del giugno 2013. «Estendendo in pratica anche alle locazioni turistiche l’obbligo di registrazione», spiega l’assessore al Turismo Federico Caner, «volendo intervenire sul fronte dell’abusivismo, dell’evasione fiscale, della concorrenza sleale». Il mondo sommerso delle locazioni turistiche, cioè degli appartamenti messi in affitto ai turisti, ha assunto negli ultimi anni dimensioni cospicue. Soprattutto nelle città d’arte e in particolare a Venezia.
Non è necessario in questo caso il cambio d’uso, dunque per avviare l’attività è sufficiente la comunicazione del proprietario agli uffici regionali. Presto alle attività registrate sarà assegnato un codice che andrà esposto fuori dell’entrata dell’attività. «Anche se a Venezia dovremo studiare forme diverse per via della Soprintendenza», dice Caner. Obiettivo, dice l’assessore, è quello di puntare sulla qualità, e di avere «un quadro aggiornato dell’offerta turistica». «Vorremmo anche fare dei corsi», continua, per spiegare ai turisti che esiste un marchio di qualità». Chi non risulterà iscritto al portale e non avrà il codice, dunque, sarà soggetto a controlli. Da parte dei Comune sull’agibilità, sulla conformità alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti. Alla Guardia di Finanza spetteranno invece i controlli fiscali. Multe fino a 19 mila euro.
La Regione Veneto è dopo la Lombardia la prima in Italia ad applicare questo tipo di codice. «Abbiamo cercato di scrivere una norma che non sollevi ricorsi e impugnazioni da parte dello Stato o delle categorie, come successo alla Lombardia», spiega Caner, «e abbiamo invitato il governo e il ministro Centinaio ad andare avanti e prendere la nostra come proposta per un modello nazionale». Caner racconta anche delle richieste già arrivate da parte di altre Regioni di avere copia del provvedimento definito «pilota».
Un passo avanti verso il controllo delle strutture della loro qualità, nelle città turistiche che soffrono di sovraffollamento, ma anche sul litorale e in montagna, dove l’attività deve essere incentivata per creare occasioni di lavoro. Anche se resta aperto il nodo della proliferazione delle attività. La legge 11 del 2013 era stata contestata e impugnata dal molti comitati e associazioni in difesa della residenzialità a Venezia, per l’ulteriore incentivo all’apertura di affittacamere, locazioni, Bed and breakfast, contro norme che spesso facilitano i cambi d’uso e consentono la trasformazione da residenza a turistico. Nel settore delle locazioni, senza alcun obbligo e senza il pagamento della tassa di soggiorno. —
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