Caos internazionale, calano le prenotazioni dei turisti nel Padovano: reggono le Terme

Le tensioni internazionali frenano le nuove prenotazioni a Padova, soprattutto nel turismo business. Secondo Federalberghi Padova si registra prudenza tra i viaggiatori, mentre regge il flusso per le Terme Euganee 

Federico Franchin
Hotel Petrarca a Montegrotto Terme
Hotel Petrarca a Montegrotto Terme

L’incertezza internazionale e le tensioni geopolitiche iniziano a riflettersi anche sul turismo del Padovano. Se da un lato la città di Padova registra un rallentamento nelle nuove prenotazioni, dall’altro il bacino delle Terme Euganee dimostra una maggiore capacità di tenuta, sostenuto soprattutto dai mercati europei di prossimità e da una percezione di sicurezza che continua a favorire gli arrivi.

A preoccupare gli operatori è soprattutto il clima di prudenza che si sta diffondendo tra i viaggiatori. Non si parla, almeno per ora, di un’ondata di cancellazioni, ma piuttosto di prenotazioni che arrivano con maggiore lentezza o che vengono rinviate. Il mese di marzo, in particolare, è partito con segnali più deboli rispetto alle aspettative, in un contesto segnato dalla guerra in Medio Oriente e dal rialzo dei costi, soprattutto quelli legati all’energia e ai carburanti.

Secondo Monica Soranzo, presidente di Federalberghi Padova, la situazione è ancora in evoluzione. «Per ora non registriamo grandi cancellazioni. Alcune agenzie che organizzano viaggi di gruppo ci hanno segnalato possibili variazioni nelle prenotazioni, ma non vere e proprie disdette. Il problema principale riguarda piuttosto il rallentamento delle nuove richieste». Un segnale che riguarda soprattutto il turismo commerciale e i viaggi di lavoro, da sempre una componente importante per la città. «Il comparto business sta subendo un calo, probabilmente proprio per l’influenza dei mercati internazionali e del clima di incertezza. In questo momento si vive molto alla giornata e diventa difficile fare previsioni precise».

Diversa, almeno per ora, la situazione nel bacino delle Terme Euganee. Dopo un iniziale momento di preoccupazione legato allo scoppio del conflitto e alle possibili ripercussioni sui voli internazionali, il mercato turistico termale ha dimostrato una buona capacità di assorbire l’instabilità. Le poche cancellazioni registrate nei primi giorni hanno riguardato soprattutto turisti che dovevano raggiungere Venezia facendo scalo negli hub mediorientali, come Dubai. In molti casi si è trattato però soltanto di modifiche negli itinerari: i viaggiatori stanno riprogrammando le rotte senza rinunciare alla vacanza nel bacino termale.

«Le Terme Euganee si confermano una destinazione solida», spiega Walter Poli, presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, «capace di assorbire l’instabilità geopolitica grazie alla fedeltà dei mercati europei e a una percezione di sicurezza che continua a incentivare le prenotazioni per i prossimi mesi». Il modello turistico delle Terme, infatti, si basa soprattutto su mercati di prossimità che raggiungono il territorio in auto o in treno. I principali Paesi di provenienza restano Germania, Austria, Svizzera e Francia, che rappresentano la quota più consistente delle presenze.

Nel 2025 la Germania ha registrato circa 355 mila presenze, seguita dall’Austria con 184 mila, dalla Svizzera con 114 mila e dalla Francia con oltre 90 mila. Più contenuto il peso dei mercati intercontinentali: gli Stati Uniti hanno fatto registrare circa 30 mila presenze nel 2025, mentre la Cina si è fermata a circa 10 mila. Anche il mercato israeliano, con circa 19 mila presenze, rappresenta una quota limitata sul totale. Proprio questa struttura consente alle Terme Euganee di affrontare con maggiore stabilità le fasi di turbolenza internazionale. Restano però alcune preoccupazioni legate soprattutto all’aumento dei costi energetici, che incidono direttamente sulla gestione delle strutture alberghiere.

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