Le Paralimpiadi smorzano gli effetti della guerra sul turismo di Cortina: dubbi sull’estate degli italiani

Operatori preoccupati per le possibili conseguenze della guerra in Medio Oriente sugli arrivi. «Le criticità riguardano i viaggi intercontinentali»

Francesco Dal Mas
Sciatori sul monte Cristallo, Cortina d’Ampezzo
Sciatori sul monte Cristallo, Cortina d’Ampezzo

Continuano a fioccare le prenotazioni per l’estate, «ma col rallentatore, rispetto a prima dell’attacco all’Iran», afferma Walter De Cassan, presidente provinciale di Federalberghi, che domani sarà a Roma per un incontro convocato d’urgenza dall’associazione per fare il punto sui riflessi della guerra nel Golfo.

«In questi giorni continuano ad arrivare e a prenotare turisti dagli Usa, probabilmente richiamati dal fascino olimpico, mentre temiamo lo stop da Israele e dagli altri Paesi del Medio Oriente e del Golfo. Come pure degli italiani, a seguito di un’eventuale crisi».

L’anno scorso, su un milione e 118 mila arrivi nella sola area dolomitica, quelli dai territori in conflitto sono stati 13.500, più di 8 mila solo da Israele. Gli Usa, per contro, hanno contribuito con 75. 700 arrivi. I giorni di permanenza sono stati in media tre per ciascun ospite, perché la classica settimana di soggiorno viene condivisa con Venezia. Gli arabi, strettamente intesi, sono arrivati in 3.305 e hanno dato copertura a 9 mila giornate di permanenza sulle Dolomiti. Su un totale di 3 milioni e 834 mila presenze complessive. È pur vero che i turisti arabi, dopo aver conquistato la Val Gardena e la Val Badia, stanno scendendo verso l’Agordino e cominciano a scrutare Cortina.

Cortina, appunto, che sta facendo il pieno con le Paralimpiadi e terrà aperti gli alberghi fin dopo Pasqua (alcuni fino alla prima settimana di maggio), perché la neve, soprattutto quella programmata, garantisce piste perfette. «Al momento non ci risultano disdette o mancate prenotazioni legate all’attuale scenario di guerra in Medio Oriente», dichiara Sandra Ruatti, presidente dell’associazione Albergatori.

«Certamente, da professionisti dell’accoglienza, seguiamo con attenzione l’evolversi di questa delicatissima situazione, ma riteniamo che sia ancora prematuro parlare di ripercussioni specifiche sul turismo della Conca, tenendo anche conto che, al netto del felice momento paralimpico, andiamo verso uno slot di media-bassa stagione, mentre in estate la maggior parte degli ospiti solitamente proviene da zone limitrofe meno intaccate, quindi, dai disagi legati alle limitazioni sul traffico aereo e sulle tariffe dei voli. Le criticità riguardano e riguarderanno semmai i viaggi intercontinentali, sui quali purtroppo non abbiamo né controllo né certezze».

Domani, partecipando al vertice di Federalberghi, De Cassan porrà il tema che gli albergatori ritengono oggi il più pressante: l’incremento del costo del gasolio, per il quale temono che non ci sarà alcun intervento governativo. «In queste ore non ne sentiamo fare cenno», dice il presidente degli albergatori, «e si sa che il gasolio in montagna ha comunque un incremento del 30% rispetto alla pianura a causa del trasporto». 

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