Treviso, raffica di false convocazioni della polizia locale: «State in guardia, è una truffa»
L'obiettivo è farle allontanare dalle proprie abitazioni per consentire ai complici di introdursi all'interno e commettere furti. Nel Lazio arrestato un diciannovenne trevigiano che ha truffato un’anziana fingendosi carabiniere

Truffatori in azione a Treviso, le autorità mettono in guardia. È in corso in queste ore un tentativo di truffa ai danni dei cittadini trevigiani. Alcuni malintenzionati stanno effettuando telefonate spacciandosi per operatori della polizia locale, chiedendo alle persone contattate di recarsi con urgenza al comando di via Castello D’Amore. L'obiettivo sarebbe quello di farle allontanare dalle proprie abitazioni per consentire ai complici di introdursi all'interno e commettere furti.
Al momento non risultano cittadini che si siano presentati al comando a seguito delle false convocazioni. Tutte le forze dell'ordine sono già state allertate.«Qualora riceviate telefonate da presunti operatori che vi intimano o richiedono di recarvi con urgenza presso i nostri uffici, non allarmatevi e verificate preventivamente l'autenticità della convocazione: contattate la Centrale Operativa al numero 0422 1915555 (selezionare l'opzione 1) prima di spostarvi o compiere qualsiasi azione», dichiara il Comandante della Polizia Locale Patrich Antonello. «In ogni caso, è bene non fare accedere alle abitazioni persone sconosciute».
Si fingeva carabiniere: diciannovenne trevigiano arrestato nel Lazio
L’allerta della polizia locale arriva nelle stesse ore in cui si è diffusa la notizia dell’arresto di un diciannovenne trevigiano a Monterotondo. Il giovane è gravemente indiziato di tentata truffa ai danni di un’ottantaduenne. L’intervento è avvenuto nel pomeriggio del 9 ottobre nell’abitazione della donna, nel centro eretino.Il giovane aveva telefonato alla donna qualificandosi come un tenente dell'Arma e convincendola a mostrargli i propri gioielli in oro per un presunto controllo post-arresto. I militari sono giunti nell'abitazione prima che la truffa andasse a buon fine, fermando il ragazzo e portandolo in camera di sicurezza su disposizione della Procura di Tivoli.
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