Sublagunare, come un gioco dell'oca

Dubbi e polemiche sulla realizzazione del tunnel sotto la laguna nord. Parere favorevole, studi da rifare: tutte le prescrizioni della commissione Via
Il parere è favorevole. Ma gli studi sono tutti da rifare. Ecco le prescrizioni della commissione regionale per la Valutazione d'impatto ambientale (Via) sul progetto di massima della sublagunare. Una sfilza di approfondimenti che dovranno essere fatti prima della redazione del progetto esecutivo e che rendono più complicato l'avanzamento del progetto. E una lunga serie di prescrizioni pressanti, che prevedono il rifacimento degli studi sul sottosuolo e gli impatti dell'opera sull'ambiente, oltre allo Studio di impatto archeologico e sulle conseguenze dei lavori (scavi, inquinamento e rumori) sul delicato ambiente lagunare. La decisione ultima sull'impatto ambientale della sublagunare spetta comunque al ministero per l'Ambiente.


Sono tre pagine in cui vengono elencate le prescrizioni (obbligatorie) per passare alle successive fasi progettuali. Di un'opera che, scrive la commissione Via, «è inserita nel Dpef 2005-2008». Si dovranno fare «nuove perforazioni geognostiche necessarie a completare la sezione geologica presentata e a confermare le ipotesi assunte nella relazione stessa». Significa che gli studi sul sottosuolo sono ancora incompleti, e dunque è un po' difficile procedere con un progetto del genere se prima non ci saranno garanzie adeguate. Non basta. La commissione prescrive anche che il progetto sia «adeguato alla situazione idrogeologica reale». Dopo aver definito la tipologìa delle falde e dei terreni e la presenza di eventuali sacche di gas metano. Tutte obiezioni a suo tempo presentate dagli studi di Comune e Provincia e ancora attuali. Un'altra prescrizione piuttosto pesante riguarda la definizione del tracciato nell'area di Tessera definita dal Palav «di interesse paesistico» e la posizione delle uscite di sicurezza.


Secondo il progetto dovrebbero essere posizionate in laguna ogni 500 metri circa, piattaforme di cemento per consentire la fuga ai viaggiatori in caso di grave incidente nei sotterranei. Prescrizioni rigide anche per l'eventuale cantiere. Di cui si dovranno sapere in anticipo vibrazioni e rumori e soprattutto gli impatti durante la fase dei lavori. Ci sarammo da gestire milioni di tonnellate di materiali scavati dai fondali della laguna. In un'area che gli stessi uffici regionali definiscono di «elevata vulnerabilità ambientale» e che dopo i lavori dovrebbe esser ripristinata, secondo le prescrizioni, «nello stato originario». E la Valutazione di incidenza ambientale «dovrà essere approfondita anche nel progetto definitivo».


Un giudizio positivo con riserva che ha suscitato l'entusiasmo della Regione. «Un passo avanti verso la sua realizzazione», ha commentato l'assessore ai Trasporti Renato Chisso. Ma che desta molte perplessità negli enti locali. «Sembra un gioco dell'oca, si ricomincia sempre daccapo», ribadisce il presidente della Provincia Davide Zoggia, «cominciamo a pensare seriamente all'utilità dell'opera». Un collegamento che di fronte al costo di 450 milioni di euro (di cui il 37 per cento con i fondi della Legge Obiettivo, il resto a carico delle imprese in cambio della gestione) consente di percorrere il tratto di laguna da Tessera alle Fondamente Nuove risparmiando pochi minuti. Ma avrà bisogno di lavori ciclopici, che dureranno cinque anni e sconvolgeranno lo sky line della laguna nord. E soprattutto, accusano le associazioni ambientaliste, stravolgeranno l'equilibrio della città storica. Più che ai pendolari e alle merci, la sublagunare servirà infatti a trasportare altre migliaia di turisti che potranno pernottare negli alberghi della gronda, fino a San Donà e Jesolo. «Una follìa», la definiscono il comitati che stanno già raccogliendo firme. Italia Nostra minaccia un ricorso in sede internazionale per tutelare «quel che resta dell'integrità della laguna, già sconvolta dai lavori del Mose».


E i dubbi non sono soltanto di natura ambientale. Il carico massimo di passeggeri per ora è infatti stimato nel progetto intorno a 1500 persone. Più o meno quanto ne porterebbe una motonave - che potrebbe compiere anche più corse in un'ora. E per realizzare questo tipo di collegamento veloce non occorrerebbe più di un mese, il tempo di scavare il canale, dal momento che il terminal è già pronto, costruito a San Francesco della Vigna sette anni fa con i soldi del Giubileo 2000.

E il trasporto su acqua è proprio una delle alternative - finora mai preso serimente in considerazione - che molti suggeriscono. Prevista dalla stessa normativa sulla Valutazione di Impatto ambientale. Prima di scavare e spendere milioni di euro, insomma forse val la pena, come ha proposto l'architetto Vittorio Gregotti, migliorare i collegamenti per via acqua.

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