Strage del bus di Mestre, altri sei mesi per le indagini
La complessità delle perizie sul mezzo e sul cavalcavia richiedono ulteriori accertamenti tecnici: gli indagati sono quattro. Nell’incidente morirono 22 persone

Un caso tanto delicato, viste le ventidue vittime, quanto complesso, considerando la dinamica più unica che rara dell’incidente.
Ecco perché la Procura ha chiesto e ottenuto la proroga di ulteriori sei mesi per le indagini sulla strage del 3 ottobre 2023, quando alle 19.38 il bus de La Linea che stava accompagnando un gruppo di turisti al loro campeggio, dopo una giornata di vacanza a Venezia, è precipitato dal cavalcavia di Mestre-Marghera, passando per quel maledetto “varco di servizio” del vecchio guard rail, contorcendosi in un groviglio di lamiere e sangue, portandosi via la vita di 22 persone e ferendone altre 14.
L’inchiesta, infatti, da qui alle prossime settimane si sarebbe dovuta avviare a conclusione, in attesa delle accuse che saranno formulate dalla Procura spiegando come sia potuta accadere la strage.
La chiusura delle indagini, che darà modo agli indagati che lo vorranno di farsi interrogare o produrre memoria, prima dell’udienza chiamata a decidere su eventuali rinvii a giudizio, slitterà invece alla prossima primavera. Sotto inchiesta, si sa, sono finiti il direttore dei Lavori pubblici dell’ingegnere Simone Agrondi, dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Venezia e superiore di Roberto Di Bussolo e Alberto Cesaro, responsabili del settore Viabilità e delle Manutenzioni del Comune.
Il cavalcavia fa parte da tempo della viabilità comunale, tanto che proprio in quei giorni era stato avviato il cantiere di restauro che si sta completando ora, con l’installazione del nuovo guardrail. Indagato anche l’amministratore delegato de La Linea, Massimo Fiorese.
La pm dovrà decidere se mantenere le accuse per tutti. Ogni indagato ha propri consulenti tecnici e certamente le difese hanno carte che si “giocheranno” e la parola finale spetterà sempre ai giudici. Sul tavolo della pubblico ministero Laura Cameli si sono accumulati, in questi mesi, i risultati delle molte consulenze tecniche disposte dalla Procura per cercare di chiarire la dinamica della tragedia e individuare le responsabilità.
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