Siccità in Veneto, livelli d’acqua in calo nei fiumi: record negativo sull’Adige
I dati sulla risorsa idrica forniti dall’assessore regionale al clima Venturini: «Prudenza, ma nessun allarmismi»

Una panoramica sull'andamento delle risorse idriche in Veneto per fare il punto, con dati trasparenti e comprensibili, sulle riserve d'acqua della regione. A illustrare il quadro provvisorio delle ultime settimane, invitando a una gestione attenta e consapevole, è Elisa Venturini, assessore regionale all'Ambiente e al Clima.
«I dati in nostro possesso ci mostrano una situazione che richiede grande attenzione e senso di responsabilità da parte di tutti – spiega l’assessore Elisa Venturini –. Nell'ultimo mese il volume complessivo delle piogge è stato inferiore rispetto alla media stagionale a cui siamo abituati: ha piovuto circa un quarto in meno rispetto alla media degli ultimi trent'anni. Questo significa che il terreno e i nostri bacini non hanno ricevuto l'apporto d'acqua sufficiente per affrontare con la necessaria serenità la stagione calda alle porte».
Il quadro regionale mostra una flessione nei livelli dei principali fiumi veneti, con una situazione di particolare rilievo per il fiume Adige.
«Mentre il Piave e il Brenta corrono con meno acqua del solito e sono molto vicini ai loro minimi – sottolinea Venturini –, la situazione più eccezionale si registra proprio sull'Adige. Negli ultimi giorni, questo fiume ha segnato una portata inferiore al valore minimo mai registrato in tutta la sua storia per questo periodo dell'anno, scendendo persino sotto i livelli della forte siccità del 2022. È un dato storico che seguiamo giorno per giorno con la massima vigilanza e che fotografa chiaramente la particolarità del momento».
A fronte della riduzione dei livelli dei fiumi, un importante elemento di stabilità arriva dalle riserve di montagna, dove i grandi bacini artificiali e le dighe stanno offrendo un'ottima tenuta.
«Una nota sicuramente positiva e rassicurante arriva dai nostri serbatoi in quota, come il lago del Corlo nel bellunese e gli invasi del Piave – precisa l’Assessore all’Ambiente. –. In questo momento i livelli di queste grandi riserve sono stabili o in leggero aumento, mantenendosi in linea con le medie del periodo. Questa è una notizia importante perché garantisce una scorta strategica preziosa per le prossime settimane».
Più complessa, ma costantemente sotto controllo, è la situazione delle acque sotterranee. Le falde idriche registrano ovunque livelli inferiori alle medie storiche, da Treviso a Padova, fino a Vicenza e Verona, mostrando una situazione generale che al momento si mantiene stabile senza grandi variazioni.
«Siamo davanti a un quadro provvisorio che impone prudenza, ma nessun allarmismo – conclude l’assessore Elisa Venturini –. La Regione del Veneto, d'intesa con i tecnici di Arpav e con tutti i soggetti competenti, è attiva nel monitorare la situazione h24. Il nostro obiettivo fondamentale è tutelare e gestire al meglio la risorsa idrica, assicurando prima di tutto l'acqua per le case dei cittadini e, subito dopo, quella necessaria per comparti vitali come l'agricoltura. Siamo pronti a coordinare ogni azione utile a garantire continuità e sicurezza ai nostri territori».
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