La siccità vista dal satellite: com’è cambiato il Veneto in un anno
Un “prima” e un “dopo” ormai misurato sempre più a distanza ravvicinata. Una serie di immagini satellitari di PlanetScope in collaborazione con il Politecnico di Torino mostrano il Piave e le campagne attorno

Le campagne venete hanno sete, dalle montagne fino al mare. Le ripetute ondate di calore estivo e la forte carenza di piogge mettono a rischio le coltivazioni e le scorte d'acqua, in tutto il Nordest.
Grandi caldi a sprazzi interrotti da violenti temporali. Acqua sì, ma che come arriva se ne va, incapace di rinforzare i nostri fiumi.
Chi queste campagne le attraversa quotidianamente avrebbe un tesoro da raccontare. Un “prima” e un “dopo” ormai misurato sempre più a distanza ravvicinata. Le immagini satellitari qui sotto, nella parte sinistra dello schermo sono state scattate nel 2025, quelle nella parte destra nel 2026. Appena un anno.
Una veloce trasformazione, visibile grazie alle immagini fornite dal servizio PlanetScope in collaborazione col professor Piero Boccardo del Politecnico di Torino.
Dei cambiamenti climatici abbiamo letto, sentito, discusso, ignorato. Il territorio non sta cambiando, è già cambiato. Da Valdobbiadene a San Donà di Piave bastano gli occhi del satellite per giudicarlo.
Noterete anche voi che, forse più del letto del Piave desolatamente in secca, ciò che colpisce nel raffronto è il «cambio cromatico» della campagna tutt’attorno. La tavolozza dei colori, dal verde vira al marrone, mostrando plasticamente la fame d’acqua di campi e colture.
La scheda
Piero Boccardo è Professore Ordinario di Geomatica presso il Politecnico di Torino, dove svolge attività di ricerca nei campi dell’osservazione della Terra, della cartografia numerica, dei sistemi GIS e dell’integrazione di dati geospaziali avanzati.
Coordina un gruppo di ricerca impegnato in diversi progetti nazionali e internazionali dedicati al monitoraggio e all’analisi dei sistemi urbani e territoriali. Tra le principali attività figurano lo sviluppo del Digital Twin della città di Torino, le ricerche condotte nell’ambito del progetto nazionale Space It Up! (SIU!), nel quale è referente del Task 7.3 dedicato a Emergency Management, dati 3D e integrazione dell’Intelligenza Artificiale, e diversi progetti relativi alla gestione delle emergenze e all’utilizzo di dati satellitari, aerei e terrestri per il monitoraggio ambientale.
La sua attività di ricerca si concentra in particolare sull’integrazione di Earth Observation, modelli tridimensionali, GIS e Intelligenza Artificiale per interpretare fenomeni ambientali e territoriali e sviluppare strumenti di supporto alle decisioni, con applicazioni che spaziano dalla gestione delle emergenze alla rigenerazione urbana, dalla resilienza climatica al monitoraggio delle risorse e delle infrastrutture.
È inoltre Presidente di Urban Lab Torino e Presidente di ITHACA, realtà impegnate rispettivamente nella conoscenza delle trasformazioni urbane e nell’innovazione tecnologica applicata ai dati geografici.
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