Sbatte la testa contro l'amica: muore ragazza di 29 anni

Chioggia, il drammatico incidente dopo la festa del Redentore. Il durissimo impatto con il cranio dell’altra ragazza su un barchino finito contro una bricola. Non ce l'ha fatta Stefania Ardizzon: decretato il decesso cerebrale
Stefania Ardizzon.
Stefania Ardizzon.
CHIOGGIA.
«Tieni duro Stefy», dicevano i suoi amici su Facebook. Ma Stefania Ardizzon, 29 anni, non ce l'ha fatta. Ieri mattina, verso le 11.30 i medici della Rianimazione di Padova hanno decretato la morte cerebrale. Poco più di 24 ore dopo il tragico incidente che l'aveva ridotta in fin di vita, al corpo di Stefania è rimasto solo un barlume di esistenza.

Un barlume alimentato dalle macchine, in attesa del via libera per l'espianto degli organi. Il papà Aldo, commerciante di frutta e verdura, e la mamma, Maria Padoan, infatti, hanno deciso così, facendo in modo che la loro unica figlia potesse aiutare qualcun altro, dato che nessuno più poteva aiutare lei a riemergere dal buco nero in cui lo schianto della barca l'aveva gettata. Era stata al Redentore, Stefania. Lei e cinque suoi amici, erano partiti da Chioggia con un barchino e avevano partecipato alla festa sabato notte. Poi, com'è usanza, si erano fermati al Lido fino al giorno dopo: più prudente che affrontare il temporale in barca. Una prudenza che è mancata a chi guidava la barca la mattina dopo, visto che, verso le 10 di domenica, il natante è stato visto arrivare a velocità elevata nei pressi del ponte dell'Isola dell'Unione.


Cosa sia accaduto esattamente a quel punto è ancora oggetto di indagine, ma è certo che la barca ha urtato almeno una bricola e Stefania ha ricevuto un forte colpo alla testa. Oltre a lei è rimasta ferita anche una sua amica 33enne che è ancora ricoverata in ospedale a Chioggia, ma non è in pericolo di vita. Lei, invece, è apparsa subito gravissima e dopo il passaggio al pronto soccorso è stata trasportata in rianimazione a Padova. La notizia dell'incidente ha fatto subito il giro della città anche perché Stefania era conosciutissima. Lavorava alle Poste di Mestre ma, nel tempo libero, faceva l'istruttrice di nuoto al Clodia. Un'attività che le era congeniale proprio per il suo carattere allegro che la spingeva a stringere amicizia. Continue in queste ore le visite degli amici più stretti in ospedale a Padova, fino all'annuncio: morte cerebrale, 12 ore di osservazione e poi l'espianto. L'ultimo regalo di Stefania a qualche amico ancora sconociuto.
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