Salta anche la scadenza di Capodanno

A 8 anni dal bando e a 5 dalla consegna dei lavori alla Cignoni, il ponte è stato trasportato e posato a piazzale Roma. Ma amministratori e tecnici non hanno risposte certe su costi definitivi, inaugurazione, contenziosi sui ritardi nei lavori, perfino colore della copertura delle spalle del ponte e rifiniture delle balaustre. L'assessore Rumiz: "Serviranno ancora alcuni mesi per completare l'opera". Spesi sinora 11,8 milioni di euro, ma le imprese ne chiedono altri 3,5
Ponte di Calatrava, ovvero: una serie di incerte-certezze.


Il gioco di parole è presto spiegato, perché l'unico elemento dato - al momento - è che a 8 anni dal bando e a 5 dalla consegna dei lavori alla Cignoni, il ponte è stato brillantemente trasportato e posato a piazzale Roma, con grande sfoggio di professionalità da parte di tutti, da Fagioli Group agli uffici comunali. Un fatto, più volte riconosciuto in questi giorni.

Quanto a tutto il resto - costi definitivi dell'opera, inaugurazione, contenziosi sui ritardi nei lavori, perfino colore della copertura delle spalle del ponte e rifiniture delle balaustre, tempi di collaudo dell'ovovia per disabili - ancora non è dato di sapere con sicurezza come finirà.

Molti interrogativi sono rimasti senza risposta finale nella conferenza stampa del sindaco Cacciari, dell'assessora Rumiz, dei tecnici - pure ricca d'informazioni e senza censure - con la quale s'è festeggiato l'arrivo del Quarto Ponte sul Canal Grande.


I costi.
Spetta all'ingegner Salvatore Vento - responsabile unico del progetto - fare il punto su quanto si è speso: ma non ancora su quanto, con certezza, si spenderà.

6,720 milioni il preventivo di spesa messo a gara nel 1999. Oggi si è a un conto certo di 10,720 milioni di euro, più 1,044 milioni per l'ovovia per chi ha difficoltà a camminare: 11,8 milioni scarsi, dunque. L'impresa appaltatrice Cignoni ha chiesto al Comune altri 3,5 milioni (già stanziati nel fondo di riserva) e su questi il braccio di ferro è in corso. «Ad opera inaugurata, nelle sedi e luoghi appropriati», osserva Vento, «si valuterà quali spese supplettive siano state giustificate e quali no, con relative penali in caso di ritardi non giustificati dei lavori».

«Comunque», scandisce Vento, «l'aumento attuale del 50-60% è del tutto giustificato per un'opera di questa natura: con un prototipo così complesso non si poteva prevedere tutto prima. Abbimo rinforzato i muri di sponda, abbiamo avuto spese per alcuni reperti archeologici scoperti negli scavi, per ripristinare Piazzale Roma, perfezionare la struttura metallica ed irrobustirla in alcune parti. Se si sia trattato di anomalie, errori o perfezionamenti lo si stabilirà nelle sedi appropriate ed eventuali responsabilità saranno penalizzate. Abbiamo speso per la sicurezza, le prove di varo in banchina, perché tutto fosse - com'è stato - perfetto».


I tempi di consegna.
Iniziato il 18 novembre 2002, il cantiere avrebbe dovuto concludersi il 16 febbraio 2004. Si è arrivati ad oggi e non si è ancora finito: tra Comune e Cignoni c'è un accordo bonario in corso per definire quali ritardi siano giustificati e quali vadano penalizzati. «Il 26 novembre scade l'ultima proroga concordata con l'azienda: speriamo di stare nei termini previsti della fine dell'anno», osserva il direttore dei lavori, Roberto Casarin, «entro metà settembre completeremo le saldature e allenteremo i tiranti centrali, così il ponte scaricherà sulle rive: i martinetti ammortizzeranno l'impatto e se ci saranno spostamenti sulle rive interverremo con “anelli” d'acciaio. La spinta non “dorme” mai: il ponte sarà monitorato per anni, i sensori sono pronti. Ci sono poi questioni estetiche ancora da definire con Calatrava, come il metodo di aggancio dei gradini o la copertura delle sponde in cemento: ricordiamo che, su questo ponte - che va “vestito” con vetro, pietra d'Istria, trachite - non c'è un gradino uguale all'altro. Nulla di che fermare i lavori, è solo questione di settimane: entro fine agosto definiremo ciò che manca con Calatrava, ora in ferie». E i ritardi passati, i contenziosi tra Lorenzon (che ha fuso i conci) e Cignoni, i dubbi sulla resistenza del ponte? «Nell'autunno del 2006 abbiamo avuto un periodo di una certa tensione», conclude Casarin, «e Calatrava suggerì il nome dell'ingegner Giorgio Romaro come consulente per l'impresa appaltatrice. Abbiamo a che fare con una struttura metallica ad arco ribassato con grandi spinte sulle sponde: non si può allentare troppo o crolla. Con Romaro abbiamo studiato correzioni, varo bianco e un monitoraggio costante della struttura: tutto a posto».


L'inaugurazione.
Una data non c'è e - a questo punto - anche l'ipotizzato Capodanno non è la più plausibile. «E' terminata una fase importante ed estremamente impegnativa», commenta l'assessore ai Lavori pubblici, Mara Rumiz, «ma serviranno ancora alcuni mesi per completare l'opera». Non è ancora l'ora de The end.
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