Scrive la storia del loro amore e le chiede la mano in libreria
Enrico Cernicchi ha scritto un libro autoprodotto sulla sua relazione con Elisa Grossud, conosciuta in palestra. Complice la libraia della libreria San Leonardo a Treviso, ha fatto la proposta di matrimonio proprio tra i volumi, davanti a una ventina di parenti e amici

Occorre scovare tra le commedie romantiche per rintracciare una storia dello stesso sapore. Due cuori e una libreria. Un po’ alla Notting Hill con Hugh Grant e Julia Roberts, ma ancora più strappalacrime, ancora più dolce e buona, di quelle che non si dimenticano più tanto sono singolari, con un lieto fine radioso stampato sull’ultima pagina.
In libreria
Lui ha scritto un libro autoprodotto, nel quale racconta di sé e di lei, un volume di 40 pagine rilegato a mano. Sabato mattina l’ha accompagnata alla libreria San Leonardo di Treviso dove le ha fatto trovare – complice la libraia Alessandra Cervellini – il volume su uno scaffale e le ha chiesto la mano in ginocchio porgendole l’anello.
Gli amici
Il sogno di ogni ragazza romantica, che ha fatto piangere di commozione gli amici convocati segretamente e, naturalmente, l’ignara fidanzata. «Piangevamo tutti» racconta la libraia Cervellni «è stato veramente molto emozionante».
Questo Romeo dei nostri giorni si chiama invece Enrico Cernicchi, 36 anni, lei Emilia Grossud ha un anno in meno. Si sono conosciuti in palestra tre anni fa. La scintilla è scoccata subito.
«L'avevo notata con i suoi capelli corti, splendida» racconta il futuro sposo «non la conoscevo e non sapevo come si chiamasse, allora ero andato a sbirciare il nome sulla sua scheda e poi le avevo scritto su Instagram». Tra reale e virtuale la storia aveva avuto inizio. Né lui che lavora per un’azienda nell’ambito delle risorse umane, né lei infermiera, sono trevigiani d’origine. «Viviamo qui da una decina danni» aggiunge Enrico «e qui entrambi lavoriamo». L’incontro tra i bilancieri, quel messaggio e la relazione che diventa importante, con tutti i connotati per essere quella della vita. Il libro di Enrico che la ripercorre, è stato come l’arco che permette alla freccia di scoccare.
La scrittura
«L’idea è nata da un mio percorso di riflessione, stavo cercando di capire dove stesse andando la mia vita», racconta, «affidavo i miei pensieri alla scrittura e man mano che stendevo le pagine mi rendevo conto che scrivevo di Emilia. Le parole andavano, le pagine si susseguivano: così da alcuni appunti sparsi mi sono ritrovato in mano un vero e proprio manoscritto. È stato un percorso di introspezione molto profondo per me, ci ho lavorato per sei mesi» aggiunge «quindi l’ho stampato e l’ho fatto rilegare. Quando ho avuto il libro in mano mi sono presentato con un’amica alla libreria San Leonardo, da Alessandra che si è subito detta entusiasta».
Il grande giorno era sabato 31 ottobre. Emilio è entrato in libreria con la sua Emilia: il libro era lì, l’hanno sfogliato insieme, da soli, con i cuori che battevano a mille. Poi sono arrivati gli amici: «erano una ventina» dice. Lui ha letto qualche pagina poi si è inginocchiato ai suoi piedi offrendole l’anello.
«Le ho chiesto: vuoi passare il resto della tua vita con me»? Il resto si può immaginare: baci, abbracci e lacrime di felicità. Il libro si intitola “Il nome che ricordavo": e il nome è quello di lei.
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