Omicidio di San Giorgio delle Pertiche: identificato il proprietario dell’auto finita nel fiume

I carabinieri sono risaliti tramite il numero di telaio al proprietario della Fiat bravo nera immersa nel bacino del Tergola, dove nei sedili posteriori, in un sacco nero e zavorrato da gomme d’auto, è stato trovato il corpo di un uomo

Proseguono le indagini sull’omicidio di San Giorgio delle Pertiche. L’identità dell’uomo trovato morto a bordo di una Fiat Bravo nel fiume Tergola resta senza nome, mentre si arricchiscono i dettagli sulla vettura rinvenuta senza targhe. I carabinieri sono risaliti tramite il numero di telaio al proprietario della Fiat bravo nera immersa nel bacino del Tergola, dove nei sedili posteriori, in un sacco nero e zavorrato da gomme d’auto, è stato trovato il corpo dell’uomo.

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Il recupero della salma (foto Piran)

Si tratta di un uomo residente nella provincia di Venezia che non ha denunciato il furto dell’auto. I carabinieri lo stanno sentendo per capire la sua posizione nell’ambito di quanto accaduto.

Tutti gli interrogativi

Le modalità del ritrovamento rafforzano l’ipotesi dell’omicidio. Il cadavere chiuso nel sacco nero, le ruote per renderlo più pesante. La Fiat Bravo che viene spinta a mano nel bacino. La certezza che qualcuno ha cercato deliberatamente di far scomparire il corpo nell’acqua. Anche la scelta del luogo è al vaglio degli investigatori. L’auto è stata notata all’alba anche da alcuni artigiani di passaggio, a poche decine di metri dalla trafficata rotatoria di Torre di Burri.

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I carabinieri stanno analizzando tutte le telecamere della zona, comprese quelle della falegnameria vicina. Anche il tratto di fiume è stato sottoposto ad accertamenti. Per analizzarlo sono state aperte le chiuse, così da far defluire l’acqua. In quella zona il livello del Tergola era particolarmente alto per l’irrigazione dei campi. Tra le ipotesi c’è anche quella che chi ha scelto quel punto per nascondere il corpo conoscesse le caratteristiche del bacino.

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