Natale ai Serrai di Sottoguda, riaprono visite e cascate di ghiaccio

Il sindaco di Rocca Pietore, nel Bellunese: «Il sito tornerà ad essere il santuario europeo dell’arrampicata su ghiaccio»

Francesco Dal Mas
Un alpinista mentre arrampica sul ghiaccio
Un alpinista mentre arrampica sul ghiaccio

Il sindaco di Rocca Pietore, Valerio Davare, non si accontenta. Dopo il successo dell’apertura estiva dei Serrai di Sottoguda, con 70 mila visite, in soli quattro mesi, vuol aprire la spettacolare forra anche d’inverno. Insieme ai tecnici sta perfezionando il cronoprogramma dei possibili accessi, che verrà reso noto la prossima settimana. Si partirà a Natale e si andrà avanti per alcune settimane.

«Si tratta di una prima sperimentazione», si limita a dire Davare. L’orario di accesso non sarà quello estivo, ma più contenuto, per motivi di sicurezza. Ma con le condizioni climatiche di sicurezza ci sarà anche un ritorno atteso: quello dell’arrampicata sulle cascate di ghiaccio dei Serrai, a lungo un tempio europeo per gli appassionati.

Le difficoltà variano dal 2 grado fino al 5 superiore, con molte salite di livello medio alto. Tra queste la più impegnativa è La spada nella roccia; posta proprio sotto il grande ponte della strada che collega Sottoguda a Malga Ciapela. Si va dalla Cascata del Sole (difficoltà II/3+) a quella delle Attraversate (II/4), dalla Cattedrale di Centro (II/4+) alla Cattedrale di Destra (II/4) a quella di sinistra (II/6), dalla Excalibur (II/4+) alla Spada nella roccia (II/5).

Gli esperti presentano quest’ultima come «una stupenda colonna che nasce da una grotta nella roccia; la prima salita fu ad opera di Maurizio Gallo negli anni’80 rappresentò un bel salto in avanti per la piolet traction nelle alpi occidentali». Ma particolarmente affascinante è anche l’itinerario sulla Cattedrale di Centro: «Si trova sulla destra del canyon: salendo la si riconosce subito per la sua imponenza. Offre una salita verticale su inclinazioni mai troppo sostenute e uno stupendo secondo tiro».

Il particolare mondo degli arrampicatori di ghiaccio è già in fermento. Prima della chiusura dei Serrai, a seguito dei disastri della tempesta Vaia, il sito costituiva la meta più ambita in sede europea, se non mondiale, per l’arrampicata sulle verticali di ghiaccio. Rispetto al passato ci saranno limiti e vincoli, per motivi di sicurezza, ma, assicura il sindaco di Rocca Pietore, «col tempo vorremmo ridiventare il “santuario” di questa particolare categoria di arrampicatori».

L’amministrazione comunale, mentre sta per definire il nuovo programma, pensa anche ai dettagli pratici: ha disposto l’affidamento diretto per la realizzazione di due transenne con ruote piroettanti a scomparsa, per la Ztl a Sottoguda, al falegname-carpentiere Paolo Manfroi per l’importo di 3. 500 euro.

E siccome i Serrai, con la prossima estate, saranno aperti anche dalla parte di Malga Ciapela, ecco che l’amministrazione Davare ha programmato gli interventi da circa 6 milioni di euro previsti con il Fondo Comuni Confinanti ancora dalla giunta di Andrea De Bernardin.

Si tratta del completamento della pista di sci da fondo, con la costruzione di un centro polifunzionale che ospiterà una biglietteria e spogliatoi, nonché un bar paninoteca, nonché altri servizi. Vi sarà spazio per parcheggiare il gatto delle nevi del Comune.

In programma anche la realizzazione di un “Kitpark”, una struttura con annesso parco giochi per i bambini. Non mancherà un tapis roulant da 200 mila euro a servizio del campo scuola di sci.

«Creeremo le infrastrutture necessarie per garantire l’approvvigionamento idrico destinato all’innevamento artificiale», fa sapere il sindaco. Il progetto comprende pure la costruzione di un grande parcheggio nonché la sistemazione della rete fognaria. «Ci predisponiamo per accogliere, sempre l’anno venturo, il nuovo impianto di risalita verso il Padon della società Funivie Arabba. Dopo le festività, infatti, facciamo conto di passare all’approvazione della variante in Comune», sospira di sollievo il sindaco.

L’infrastruttura era attesa ancora due anni fa ma i problemi relativi all’attraversamento di alcune proprietà sono in soluzione soltanto in queste settimane.

Il costo dell’opera, destinata sia al turismo invernale sia alla stagione estiva, dovrebbe aggirarsi sui dieci milioni di euro. Il nuovo impianto permetterà un collegamento diretto tra la marmolada, Arabba ed il Sellaronda.

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