Troppe bestemmie allo skatepark, il sindaco lo fa chiudere per nove giorni: «Educate i vostri figli»

Rifiuti, bottiglie rotte, danneggiamenti, bestemmie e mancato uso delle protezioni: il sindaco Matteo Romanello di Marcon ordina la chiusura dello skatepark fino al 20 settembre. «È il momento di fermarsi e parlare con i propri figli»

Giovanni Monforte
Marcon, skatepark chiuso per nove giorni: «Genitori, parlate con i figli»
Marcon, skatepark chiuso per nove giorni: «Genitori, parlate con i figli»

Comportamenti inadeguati e bestemmie da parte dei giovanissimi frequentatori, spesso minorenni non accompagnati dai genitori. Un uso non appropriato della struttura, in violazione al regolamento d’utilizzo.

Danneggiamenti e rifiuti abbandonati ovunque, compresa la presenza di cocci di bottiglie di vetro sulla superficie della pista, con grave rischio per gli utilizzatori. Di fronte alle ripetute segnalazioni, il sindaco Matteo Romanello ha deciso la linea dura e, con un’ordinanza specifica, ha stabilito la chiusura per nove giorni dello skatepark comunale di Marcon. Da ieri i cancelli della struttura, collocata nel parco urbano di via dello Sport, sono chiusi. Riapriranno domenica 20 settembre.

«Ritengo che questa decisione sia un segnale forte. Mi auguro che possa smuovere un senso civico ormai troppo dimenticato dalla cittadinanza», spiega Romanello, «Questo stop deve obbligare tutti a una riflessione profonda, in modo particolare le famiglie. È il momento di fermarsi, di sedersi a tavola e di parlare con i propri figli».

Rifiuti e bestemmie

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre si sono moltiplicate le segnalazioni di comportamenti inadeguati tenuti dai giovani avventori dello skatepark. Come ha spiegato giovedì sera in consiglio comunale, il sindaco Romanello ha voluto toccare con mano la situazione.

«Insieme ad alcuni consiglieri nelle giornate scorse ho avuto modo di presenziare allo skatepark e ho visto una situazione estremamente degradante», conferma Romanello, «Una prospettiva molto diversa rispetto a quella che ci eravamo prefissi con questo centro, nato come luogo di aggregazione legato allo sport. Quello che ho visto durante i sopralluoghi è inaccettabile. Comportamenti inadeguati da parte dei giovani. Ragazzini senza alcuna protezione obbligatoria, con casco e dispositivi di sicurezza ignorati. Mancanza di rispetto per le attrezzature, rifiuti buttati ovunque e mancanza di rispetto verso il patrimonio pubblico. Un linguaggio e atteggiamenti che non possono trovare spazio in un'area pubblica della nostra città, a partire dalle bestemmie».

L’ordinanza

Da qui la decisione di firmare un’ordinanza di chiusura dello skatepark per nove giorni. Il provvedimento è entrato in vigore ieri.

«Di fronte a quanto visto, ho deciso di dare un segnale forte, firmando un’ordinanza drastica», continua Romanello, annunciando già che alla riapertura dello skatepark, qualora i comportamenti inadeguati dovessero ripetersi, scatteranno sanzioni e ammende. Oltre alla possibilità di reiterare la chiusura, anche per un periodo più lungo. «Ho ritenuto di dover adottare quest’ordinanza di chiusura», prosegue il sindaco, «per dare un segnale non solo ai minori, o comunque ai fruitori dello skatepark, ma soprattutto alle famiglie. Affinché si vigili e si rispetti in maniera puntuale il regolamento, che è esposto all’entrata».

Lo skatepark riaprirà domenica 20 settembre, quando si terrà una manifestazione promossa dall’associazione Young Lab, che punta a dare anche indicazioni sul corretto utilizzo della struttura.

Senso civico

«Auspico che cattivo gusto e maleducazione non trovino più spazio in quello che è un punto aggregativo importante per il territorio. Una struttura che non merita l’utilizzo fatto finora», aggiunge Romanello, «L’obiettivo di quest’ordinanza è smuovere una sensibilità civica che ormai si è persa. Ritengo sia un segnale forte, che spero possa smuovere un senso civico ormai troppo dimenticato dalla cittadinanza».

Per Romanello non è la Pubblica Amministrazione a doversi sostituire al ruolo educativo della famiglia. «Il nostro compito forse è quello di dare un buon esempio. Ma non possiamo sostituirci nel ruolo educativo, che è sempre derogato alle famiglie», analizza il sindaco, «Questo stop deve obbligare tutti a una riflessione profonda, e in modo particolare le famiglie. È il momento di fermarsi, di sedersi a tavola e di parlare con i propri figli. Vogliamo che questo diventi un luogo di aggregazione puro, sano e sincero, così come lo abbiamo pensato? Oppure vogliamo continuare a tollerare questo andamento? Spero che questa chiusura possa generare delle conversazioni a tavola, la sera, quando le famiglie si ritrovano, compresi i figli. E possano discutere le motivazioni, per cui il sindaco ha deciso di chiudere un’area di gioco come quella».

Nella sua riflessione il primo cittadino ha chiamato in causa i genitori, che troppo spesso hanno lasciato soli i figli minorenni, senza supervisione. «Non funziona così. Le rampe e le strutture dello skatepark richiedono testa, tecnica e consapevolezza», conclude «Mi auguro che questa decisione possa magari sensibilizzare gli stessi genitori a osservare, controllare, venire a vedere cosa succede, perché anche loro si rendano conto».

 

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