L'opposizione: «Ecco i nostri tagli»

Pd-Udc-Idv sfidano Zaia: via metà assessori, basta vitalizi, 50 consiglieri
Laura Puppato (Pd)
Laura Puppato (Pd)
 
VENEZIA.
L'opposizione a palazzo Ferro-Fini trova un fronte comune di azione. Pd, Udc e Idv si vestono di scuro, imbracciano la scure, e tagliano i costi della politica. Ci provano. Uniti nel segno del risparmio, i capigruppo Laura Puppato, Stefano Valdegamberi e Gustavo Franchetto hanno presentato un documento che raccoglie le loro proposte per limare le spese di Giunta e Consiglio regionale. Argomento inflazionato. Ma la partita è aperta e va giocata.
 La polemica sui privilegi della casta s'infiamma e l'opposizione raccoglie la sfida lanciata dal governatore Luca Zaia, disposto a dimezzare il Consiglio. Dai banchi di minoranza si chiede di più. «Non è più tempo di boutade estive - l'esordio dei tre capigruppo - che non premiano la serietà di chi le fa e che appaiono agli occhi di chi è all'opposizione in Veneto da oltre 16 anni, come autentiche farse. Sobrietà e taglio degli effettivi privilegi e dei costi non giustificati - questo l'obiettivo dichiarato di Pd, Udc e Idv, che incalzano - Zaia, cavalcando facilmente l'onda anti politica, propone di tagliare le teste non i costi del Consiglio regionale. Per noi che da oltre 1 anno ci stiamo accollando l'onere di portare a compimento un assetto statutario che attende da dieci anni, non è stato piacevole assistere alla volontà ritorsiva del presidente Zaia che, per non essere stato accontentato nella sua necessità di vedere approvato il voto di fiducia volto a cancellare le proposte del Consiglio, per non essere stato capace di aggiungere 12 assessori esterni e altri consiglieri di nomina nel listino, si vendica riportando da capo l'iter dello statuto del Veneto. Noi intendiamo dire basta alla demagogia e formulare proposte chiare, nero su bianco, da trasformare in progetto di legge».  Lungo preambolo. Ma veniamo ai tagli. Obiettivo di Puppato, Valdegamberi e Franchetto: «Riportare i costi della politica della Regione Veneto al necessario e corretto, abbattendoli di una quota non inferiore al 30%». Più facile a dirsi che a farsi. Gli ingredienti della cura dimagrante: «Riduzione della giunta con 6 assessori invece degli attuali 12, pari riduzione per i costi dello staff di gabinetto e dell'ufficio comunicazione del presidente, che gravano per quasi 1,5 milioni di euro. Taglio del 30% dei costi di gestione di Giunta, Presidenza e Consiglio con eliminazione delle auto blu - escluso quella per il governatore - ed eliminazione del vitalizio che produce un enorme buco di gestione e l'attivazione di un fondo di pensione ordinario che garantisca assessori e consiglieri come qualsiasi altro lavoratore italiano. Incompatibilità della somma di più vitalizi e riduzione delle spese di trasporto per tutti».  Pd, Udc e Idv, quando si dice l'unione fa la forza, hanno maturato un ulteriore ambizione: «Portiamo a livello nazionale una "linea Veneto" che recuperi il parametro europeo di 1 consigliere ogni 100.000 abitanti, che oggi si tradurrebbe in 50 eletti, così che non sia solo la nostra regione a pagare una virtuosità maggiore ma diventi un parametro di rappresentanza condiviso e accettato dal sistema Paese».

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