Lingua veneta, la legge arriva in Consiglio regionale: «Non chiamatela dialetto»
La proposta promossa da Resistere Veneto, confluita in un testo sostenuto anche dalla maggioranza, punta al riconoscimento e alla valorizzazione della lingua veneta nelle sue varietà storiche e territoriali. Szumski: «Dobbiamo tutelare questa conoscenza perché è vero che uno parla come mangia, ma anche pensa come parla»

Approderà in Consiglio regionale del Veneto il progetto di legge per la tutela e la valorizzazione della lingua veneta, promosso dai consiglieri regionali di Resistere Veneto e ora confluito in un testo sostenuto anche dalla maggioranza.
«È una vera e propria lingua, non un dialetto», sottolinea il capogruppo Riccardo Szumski. «Già all’inizio della legislatura avevamo presentato una proposta per valorizzarla. Ora, accorpata ad altri progetti, arriverà all’esame del Consiglio regionale».
L’obiettivo del provvedimento è la tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto, con il riconoscimento della lingua veneta, nelle sue diverse varietà storiche e territoriali, come patrimonio della comunità regionale.
Szumski lega il tema anche alla trasmissione della lingua alle nuove generazioni. «Molti giovani vivono in contesti frammentati e fortemente condizionati dai social e hanno dimenticato perfino la loro lingua d’origine. Dimenticando la propria lingua ci si dimentica anche di se stessi».
«Dobbiamo tutelare questa conoscenza – conclude – perché è vero che uno parla come mangia, ma anche pensa come parla»
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