Libro con tesi negazioniste sul clima, Ca’ Foscari esprime preoccupazione

Le critiche del Dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica dell'università veneziana riguardano l'attribuzione del riscaldamento globale attuale «a cause non antropiche, proponendo un'interpretazione in contrasto con le evidenze consolidate nella comunità scientifica»

L'Università Ca' Foscari critica sul libro negazionista
L'Università Ca' Foscari critica sul libro negazionista

Il Dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica (Dais) dell'Università Ca' Foscari Venezia "critica ed esprime preoccupazione" per "alcune pagine" del contributo del presidente dell'Ordine dei Geologi del Veneto, Giorgio Giacchetti, nel volume 'Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni', "e, soprattutto - si legge in una nota dell'ateneo -, per la sua diffusione nelle scuole secondarie di secondo grado del Bellunese".

In particolare, le critiche del Dipartimento dell'università veneziana riguardano l'attribuzione del riscaldamento globale attuale "a cause non antropiche, proponendo un'interpretazione in contrasto con le evidenze consolidate nella comunità scientifica. A questo proposito - prosegue la nota -, il Dipartimento dell'Ateneo condivide i contenuti della lettera aperta inviata al Comune di Belluno e alla Regione del Veneto da Carlo Barbante, professore ordinario al Dais e accademico dei Lincei, scienziato del clima attraverso l'analisi delle carote di ghiaccio, vincitore di numerosi e prestigiosi finanziamenti europei, incluso un Erc Advanced Research Grant e Presidente del Centro di studio e ricerca internazionale sui cambiamenti climatici nonché autore di numerose pubblicazioni scientifiche sul tema".

Dal Dipartimento della Ca' Foscari arriva poi un richiamo alle "istituzioni e quanti sono coinvolti nella produzione e diffusione di materiali destinati alle scuole alla responsabilità di verificarne l'accuratezza scientifica, favorendo il confronto con esperte ed esperti del settore.

Contrastare posizioni che negano il consenso scientifico sull'origine antropica del cambiamento climatico e combattere la disinformazione climatica - afferma -, significa tutelare la qualità dell'istruzione, valorizzare il lavoro della ricerca e consentire alle nuove generazioni di partecipare consapevolmente alle scelte che riguardano il loro futuro".

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