L’inchiesta coraggiosa di Giusy Baioni: «Suore uccise in Burundi, un delitto di serie B»

La giornalista freelance autrice del libro-inchiesta “Nel cuore dei misteri” sul delitto delle tre religiose saveriane: «Non si parteggia per nessuno anche perché nessuno ha le mani pulite»

Nicola Cesaro
La giornalista Giusy Baioni
La giornalista Giusy Baioni

«Spesso, a scavare, non ci si prova nemmeno». Nella premessa al suo coraggioso lavoro, la giornalista Giusy Baioni non nasconde tutto il suo rammarico per come – frequentemente – l’uccisione di italiani all’estero si traduca in una strana dicotomia tra delitti di serie A e delitti di serie B. Perché per Bernardetta, Olga e Lucia non sono state spese le stesse pagine e le stesse risorse giustamente investite per Ilaria Alpi o Giulio Regeni?

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Spesso le vittime di serie B «sono religiosi: la Chiesa cattolica si accontenta di annoverarli tra i martiri, elogiando le loro virtù e il dono della vita. Ai fedeli questo basta, mentre l’opinione pubblica laica non è interessata a tale approccio. Allo Stato (...) non par vero di poter soprassedere al dovere di pretendere giustizia per la morte violenza di propri concittadini all’estero». Con il suo “Nel cuore dei misteri” (Edizioni All Around), la giornalista Baioni, freelance che da anni segue le vicende dell’Africa subsahariana, ha cercato di colmare questo vuoto. Il volume è una vera e propria inchiesta sull’uccisione delle tre missionarie in Burundi, «il Burundi dei massacri impuniti», e fa emergere le ipotesi e le figure che hanno determinato i fatti orribili del 7 e 8 settembre 2014: i fatti di cronaca, i dati documentali, le fonti sono trattate con dovizia e grande senso di responsabilità, anche per non mettere a rischio chi – da quel Paese difficile – ha reso una testimonianza fondamentale per ricostruire una verità che rischiava di rimanere celata.

«Non si parteggia per nessuno», scrive l’autrice, «anche perché, come si vedrà, nessuno ha le mani pulite».

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