«L'arcata ha una tolleranza di 4 centimetri, ma resterà su»
Martinetti, monitoraggi e interventi sulle rive in caso di cedimenti
«Quando sono arrivato ho trovato il lavoro fatto al 90%, ma così il ponte sarebbe andato a finire in acqua».
Non è certo uomo diplomatico l'ingegnere Giorgio Romaro, padovano, docente universitario, grande esperto di ponti e dell'opera di Calatrava: è stato il suo arrivo come consulente della Cignoni a sbloccare - a dicembre -l'impasse seguito ai contenziosi tra aziende e i dubbi sulla tenuta statica del ponte e delle rive. Le sue armi: l'autorità di una professionalità indiscussa e il sorriso sulle labbra ad ammorbidire i giudizi più taglienti.
«Ho finito io le opere in banchina: c'erano alcuni elementi davvero inspiegabili effettuati in fase di fusione, come un tubo tagliato in sezione quando invece doveva infilarsi dentro ai perni», spiega ancora Romaro, «e all'inizio mi sono sentito di remare contro corrente. Pensavano che io arrivassi e buttasi su il ponte: non sapevano che sono un pover'uomo che deve mettere il naso in ogni cosa. Poi la resistenza iniziale è sparita, tutti hanno capito e mi hanno sostenuto quando ho chiesto almeno 3 mesi per dare i tempi del varo, le prove a terra, il monitoraggio del ponte, che non è un ponte qualsiasi. Abbiamo anche “corretto” le potentissime e perfette macchine della Fagioli, perché non “storgessero” la struttura, che è delicata e non poteva essere trasportata in un solo passaggio».
E i timori sulla tenuta statica dell'opera e delle fondamenta, quando - allentati i tiranti - il ponte scaricherà una spinta pari a 1500 tonnellate su ogni riva?
«Secondo i calcoli di Calatrava - poi in parte corretti dai miei, perché lui non aveva certo potuto testare la struttura fatta e pensava fosse più rigida - il ponte ha una tolleranza di 4 centimetri, due per parte», spiega Romaro, per niente preoccupato da ciò che all'orecchio profano suona invece come un pericoloso nonnulla, «qui i centimetri per parte - ad un certo punto - erano anche una ventina e siamo intervenuti in banchina. Quanto alla posa in opera era già stato tutto previsto da Calatrava, come i martinetti che sono stati posti: se le rive avranno uno spostamento, s'interverrà con spessori e aggiustamenti fino al bisogno. Considerando che ogni 10 gradi, una struttura d'acciaio come questa si accorcia di 1 centimetro, penso che dovremo tenerla sotto osservazione stretta almeno fino a febbraio e poi monitorarla normalmente. In questo sono stato più severo di Calatrava». Dunque probabile che l'inaugurazione attenda la primavera, tanto più - osserva l'assessore Rumiz - «che s'inaugurerà a ovovia funzionante e ci stiamo dando da fare perché il ministero acceleri le pratiche del collaudo».
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